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Teramo

Sant’Omero ricorda i soldati Filippo e Italo Giancola: sarà svelata opera in ceramica

Sant’Omero. Dall’idea del nipote e figlio dei soldati Filippo e Italo Giancola, l’avv. Biagio Giancola, è stata fatta realizzata dall’artista Nando Perilli un’opera d’arte in ceramica (120×80) raffigurante il diploma del Caporal Maggiore di fanteria Filippo Giancola reduce della Prima Guerra Mondiale per ricordare i congiunti reduci dalle due guerre mondiali.

L’evento si svolgerà mercoledì, 3 giugno, ore 10,30 con una Santa Messa in ricordo dei due soldati e di tutti i caduti di Sant’Omero delle due guerre mondiali officiata da Don Patrick Di Leonardo della Parrocchia SS. Annunziata nella Chiesa di Sant’Antonio Abate. A seguire, nella biblioteca civica “Gabriele D’Annunzio”, cerimonia di svelamento dell’opera artistica in ceramica del maestro Nando Perilli alla presenza delle autorità civili, militari e religiose della provincia di Teramo. Prenderanno la parola: Andrea Luzii, Sindaco di Sant’Omero; un rappresentante dell’Esercito Italiano; Paola Donatelli, responsabile della biblioteca civica; Simona Leongrande, Viceprefetto aggiunto di Teramo e Tito Rubini, storico e scrittore. La giornata sarà allietata dalle musiche del maestro di violoncello, Domenico Di Martino. La conduzione e le ricerche storiche sono state affidate al ricercatore storico militare, Walter De Berardinis.

 

BIOGRAFIE DEI DUE SOLDATI

Il Caporal Maggiore di fanteria Filippo Giancola, reduce della Prima Guerra Mondiale, nasce a Sant’Omero il 17 aprile 1878. Il 17 marzo 1899 viene chiamato alle armi per svolgere il periodo di leva e il 29 dello stesso mese viene inquadrato nel 45° reggimento brigata “Reggio”. Il 31 agosto 1900 viene promosso a Caporale e il 28 febbraio 1901 a Caporal Maggiore, nello stesso anno viene congedato il 17 settembre 1901 nel deposito del reggimento fanteria “Genova”. Il 27 febbraio 1902 viene richiamato alle armi con il 3° reggimento fanteria brigata Piemonte nel distretto di reclutamento dell’Aquila dal 3 marzo al 22 aprile per istruzione militare. Nel 1905 tenta la fortuna in America. Nel 1907, d’ufficio, viene trasferito nella Milizia Territoriale Mobile. Nel 1913 ritorna di nuovo negli USA. Allo scoppio della Prima Guerra Mondiale rientra in Italia per servire la Patria. Il 26 maggio è arruolato nel 106° battaglione della Milizia Territoriale per presidiare il territorio. Il 7 giugno è in prima linea e il 24 dicembre 1916 con un altro battaglione rimane in zona di guerra. Il 9 febbraio 1917, dopo due anni di guerra, passa al 143° battaglione della Milizia Territoriale e il 20 febbraio entra nel 94° reggimento fanteria brigata Messina. Il 31 dicembre 1918 viene congedato per fine servizio. Nel 1927 si unisce in matrimonio con Paolina Rastellini di Sant’Omero che gli darà tre figli: Domenica (1909), Giuseppina (1911) e Italo (1915). E’ stato insignito di ben tre medaglie commemorative: guerra italo-austriaca 1915-1918, interalleata della vittoria e dell’Unità d’Italia. Muore a Sant’Omero il 3 dicembre 1951 all’età di 73 anni.

Il soldato di fanteria Italo Giancola, già aviere, reduce dal fronte russo. Nasce a Sant’Omero il 25 dicembre 1915. Viene chiamato alle armi il 1 febbraio 1937 come aviere nella Regia Aeronautica. Il 17 marzo viene destinato alla Scuola Centrale Pilotaggio a Grottaglie (Taranto) e Il 25 febbraio 1938 viene congedato in forza alla Regia Aeronautica. All’indomani dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale, il 14 ottobre 1941, viene richiamato nell’Esercito Italiano nel 12° reggimento fanteria “Casale”. Il 2 dicembre dello stesso hanno è trasferito al deposito dell’11° reggimento fanteria e il 4 dicembre passa al 53° battaglione territoriale mobilitato. Il 3 agosto raggiunge il deposito del 25° reggimento fanteria Cervignano per essere arruolato nel 277° reggimento fanteria mobilitato con la 156° Divisione di fanteria “Vicenza” con sede a Brescia. Il 5 ottobre parte per il fronte russo e giunge a Rykowo-Gorlovka come riserva a protezione dell’8° Armata. Impegnato nella 2° battaglia del Don, viene ferito e ricoverato, il 19 febbraio 1943 nel Comando tappa principale di Priluchi (Pryluky), oggi una città dell’Ucraina, distante circa 135 km da Kiev. Riporta il congelamento di 2° dell’alluce destro e ferita da scheggia alla coscia destra. Il 20 febbraio raggiunge il Comando Tappa Speciale 104 e il 6 marzo arriva all’ospedale militare di Salsomaggiore. Il 17 giugno rientra nel deposito del 25° reggimento fanteria e il 24 giugno trasferito al 79° reggimento fanteria “Roma” con sede a Verona. Successivamente al riordino del reggimento viene inviato in Campania ove l’8 settembre 1943, il suo reggimento, viene sciolto a causa degli eventi che determinarono l’armistizio. Si sbanda per gli eventi armistiziali dopo l’8 settembre 1943. Dopo la liberazione dell’Abruzzo teramano nel giugno 1944, risponde alla chiamata alla armi del comando militare Lazio-Umbria-Abruzzo presentandosi al distretto militare di Teramo il 13 dicembre 1944 e il 25 agosto 1945 viene congedato. Si unisce in matrimonio con Anna Mauloni di Sant’Omero che gli darà due figli: Paola e Biagio. Muore il 9 marzo 2003 a Sant’Omero all’età di 87 anni. Ha partecipato dal 6 ottobre 1942 al 6 marzo 1943 alle operazioni di guerra contro la Russia. Ha ricevuto il riconoscimento della Campagna di guerra 1943 e il relativo diploma con medaglia della campagne di guerra 1940-1943

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