
Sant’Omero. Domenica 19 luglio 2026 si è svolta, s Palazzo De Mendoza di Sant’Omero, l’inaugurazione della rassegna culturale “Sant’Omero nella memoria storica”, promossa dalla Fondazione Pasquale Celommi ETS con l’obiettivo di valorizzare la storia, il patrimonio culturale e l’identità del territorio attraverso un percorso che unisce arte, musica e ricerca storica.
La manifestazione è organizzata dalla Fondazione Pasquale Celommi ETS, in collaborazione con l’Istituto
Comprensivo Nereto-Sant’Omero, la Biblioteca Comunale e la Pro Loco di Sant’Omero, con il patrocinio del
Comune di Sant’Omero, della Regione Abruzzo e della Provincia di Teramo, e con il sostegno di Food Imports
dei Fratelli Monti, Norwegian Seafood Council, Jangaard e Bacalanor West-Norway AS.
La rassegna si articola in tre appuntamenti dedicati alla valorizzazione della memoria storica locale:
l’inaugurazione della mostra d’arte del maestro Renato Coccia, il concerto “Napoli voce e chitarra”,
interpretato da Fiorenza Calogero e Gianluca Marino, e la presentazione del volume “Sant’Omero nella
memoria storica. Luoghi e Personaggi”, in programma venerdì 24 luglio, dedicato ai luoghi e ai protagonisti
che hanno contribuito alla costruzione dell’identità storica del territorio.
La serata inaugurale, moderata dalla Prof.ssa Stefania Pompeo, si è aperta con i saluti istituzionali di Viriol
D’Ambrosio, Presidente della Fondazione Pasquale Celommi ETS, che ha rivolto un sentito ringraziamento
alla famiglia Monti per il prezioso sostegno all’iniziativa, ripercorrendo le tappe di un percorso culturale nato
dal desiderio di restituire valore alla memoria storica e identitaria di Sant’Omero attraverso l’arte.
È intervenuto successivamente il Sindaco di Sant’Omero, Andrea Luzii, che ha sottolineato il ruolo della
Fondazione Pasquale Celommi nella promozione di iniziative culturali capaci di coinvolgere il territorio e la
comunità. Il Sindaco ha inoltre evidenziato il significato della mostra dedicata a Renato Coccia, artista
profondamente legato a Sant’Omero, sottolineando l’importanza di riportare nel luogo d’origine un
patrimonio artistico che racconta paesaggi, tradizioni e identità locali.
Particolarmente significativo l’intervento di Paolo Monti, rappresentante della storica famiglia imprenditoriale che dal 1903 opera nel settore del baccalà, il quale ha ripercorso il profondo legame tra la propria famiglia e il maestro Renato Coccia, soffermandosi sul valore dell’appartenenza a una comunità e sull’impegno condiviso nel contribuire alla rinascita culturale e sociale di Sant’Omero. Nel suo intervento ha evidenziato come la sfida dei piccoli borghi non sia soltanto quella di trattenere chi li abita, ma soprattutto di creare le condizioni affinché chi si è allontanato possa tornare e contribuire a mantenerli vivi, contrastando il rischio dello spopolamento.
Riportiamo di seguito un estratto del discorso di Paolo Monti: “Questa sera inauguriamo una mostra, ma credo che, in realtà, inauguriamo qualcosa di ancora più
importante: inauguriamo un dialogo tra il passato e il futuro di Sant’Omero. Viviamo in un tempo in cui
tutto corre velocemente, le immagini scorrono davanti ai nostri occhi, le notizie durano poche ore e
perfino i luoghi in cui viviamo rischiano di diventare invisibili. Li attraversiamo ogni giorno, ma spesso
non li guardiamo davvero.
Renato Coccia ci invita invece a fermarci: a osservare… a ricordare. Le sue
opere non raccontano soltanto edifici, raccontano persone, famiglie, mestieri, piazze, chiese, vicoli,
raccontano una comunità. Come lui stesso [Renato Coccia] scrive nel libro, conoscere la nostra storia
significa conoscere meglio noi stessi, e credo che abbia ragione, perché un popolo senza memoria è un
popolo senza radici. A un certo punto della mia vita ho sentito che Sant’Omero meritava fiducia e l’unico
modo che conosco per dimostrare fiducia non è parlarne: è lavorare, è investire, è restare.”
Successivamente Paola Donatelli, Responsabile della Biblioteca Comunale di Sant’Omero, ha illustrato il
percorso della rassegna “Schegge – Donne e uomini d’Abruzzo”, realizzata in collaborazione con la Pro Loco e
la Biblioteca Comunale, nata con l’obiettivo di valorizzare le molteplici espressioni culturali, artistiche e umane
della regione. In tale contesto ha evidenziato l’importanza della presenza di Renato Coccia quale interprete
autorevole della memoria e dell’identità abruzzese.
A conclusione degli interventi, Raffaella Cordisco, curatrice della mostra, ha sottolineato il valore della
sinergia che ha reso possibile la realizzazione dell’evento, richiamando i principali temi presenti nel percorso
espositivo, a partire da quello della memoria. Una memoria che, come ha evidenziato, nelle opere di Renato
Coccia non rappresenta un’operazione nostalgica, ma uno strumento per conoscere le proprie radici,
comprendere il presente e costruire consapevolmente il futuro.
La seconda parte della rassegna culturale “Sant’Omero nella memoria storica” ha proposto al pubblico un
intenso viaggio nella tradizione musicale partenopea con il concerto “Napoli voce e chitarra”, interpretato da
Fiorenza Calogero (voce) e Gianluca Marino (chitarra).
Un momento dedicato alla memoria, all’identità e alla cultura napoletana, attraverso un percorso musicale
intimo e coinvolgente che ha ripercorso alcuni dei momenti più significativi della carriera artistica di Fiorenza
Calogero. Il repertorio proposto ha attraversato le diverse esperienze della cantante, dalle interpretazioni rese
celebri nel film “Passione” di John Turturro, ai brani tratti dai suoi album, con particolare attenzione alla
collaborazione con Enzo Avitabile. Il concerto ha inoltre reso omaggio alla figura di Raffaele Viviani, uno dei
più importanti autori e interpreti del teatro e della canzone napoletana del Novecento, attraverso alcuni brani
tratti dall’album “Vico Viviani” (2024), progetto dedicato alla riscoperta del suo straordinario patrimonio
artistico.
Fiorenza Calogero, cantante e attrice nata a Castellammare di Stabia nel 1978, è una delle più autorevoli
interpreti contemporanee della canzone tradizionale italiana. La sua ricerca artistica unisce la tradizione della
canzone classica napoletana con elementi di world music, teatro e cinema. Formatasi con importanti maestri,
tra cui Roberto De Simone, con il quale ha debuttato a soli 17 anni, ha collaborato con artisti di rilievo
nazionale e internazionale e ha realizzato, insieme a Enzo Avitabile, l’album “Nun Tardare Sole”, finalista al
Premio Tenco 2016. La sua attività artistica si è sviluppata anche nel cinema e nella televisione, partecipando
a importanti produzioni come “Passione” di John Turturro, “Enzo Avitabile Music Life” di Jonathan Demme,
“Qui rido io” di Mario Martone e la serie televisiva “Il commissario Ricciardi”. È stata inoltre protagonista di
prestigiosi festival internazionali, collaborando con artisti di fama mondiale e portando la musica napoletana
in contesti culturali di grande rilievo.
Al suo fianco Gianluca Marino, chitarrista, compositore e arrangiatore, ha accompagnato il percorso musicale
della serata con una raffinata ricerca sonora capace di coniugare la tradizione della chitarra classica con il
linguaggio jazzistico. Allievo di Eduardo Caliendo, Marino vanta una lunga esperienza concertistica nazionale e
internazionale, collaborazioni con importanti artisti e partecipazioni a produzioni musicali, televisive e
cinematografiche.
L’incontro tra la voce intensa e ricercata di Fiorenza Calogero e la sensibilità musicale di Gianluca Marino ha
restituito al pubblico un’esperienza artistica capace di unire passato e presente, confermando il valore della
musica quale strumento privilegiato per custodire e tramandare la memoria culturale dei territori.
Concerto
Nel corso di tutta la serata è emerso con forza il valore della memoria storica quale patrimonio condiviso da
custodire e trasmettere alle nuove generazioni attraverso la cultura, la ricerca e la partecipazione della
comunità. Particolare attenzione è stata dedicata al ruolo delle collaborazioni tra istituzioni, scuola,
associazioni e realtà imprenditoriali, considerate elementi fondamentali per promuovere processi di crescita
culturale e sviluppo sostenibile del territorio.





