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Teramo

Roseto, posata la pietra d’inciampo in onore del soldato Marsilio Esposito FOTO

Roseto. In piazza della Libertà si è tenuta la solenne cerimonia di posa della seconda Pietra d’Inciampo (Stolperstein) a Roseto degli Abruzzi.

 

L’omaggio è stato dedicato al soldato rosetano Marsilio Esposito, internato militare sottoposto al lavoro forzato durante la Seconda Guerra Mondiale. L’iniziativa, che prosegue il percorso di memoria avviato con la Pietra dedicata a Giovanni Giustiniani, rientra nel progetto europeo dell’artista Gunter Demnig e mira a creare un “inciampo nella mente” per non dimenticare le vittime del nazifascismo.

LA POSA. La cerimonia è stata condotta da Walter De Berardinis, giornalista e ricercatore che, insieme al figlio di Marsilio Esposito, Ernesto, ha curato la ricerca storica e le pratiche per l’ottenimento del riconoscimento. L’evento ha visto un’ampia partecipazione, unendo istituzioni, forze armate, associazioni e la comunità.
La cerimonia si è aperta con lo svelamento della Pietra da parte del Sindaco Mario Nugnes, della Presidente del Consiglio Comunale Gabriella Recchiuti, del Maresciallo Ordinario Domenico Costa, del Comando Militare Esercito per l’Abruzzo e il Molise e del Viceprefetto Vicario di Teramo, Alberto Di Gaetano. Poi, i figli di Marsilio Esposito, Anna Maria ed Ernesto, hanno depositato due rose rosse sulla Pietra d’Inciampo. La benedizione della Pietra è stata impartita da Don Gabriele Marchegiani, Parroco di Santa Maria Assunta.

A portare il loro saluto sono stati, poi, il Sindaco Nugnes, la Presidente Recchiuti, l’Onorevole Giulio Sottanelli, il Consigliere Regionale Enio Pavone e il Viceprefetto Di Gaetano.
Hanno onorato l’evento con la loro presenza diverse autorità civili, militari e le associazioni di volontariato: il Vicesindaco Angelo Marcone, la Consigliera Comunale Simona Di Felice, il Luogotenente Luca Di Emilio, Vicecomandante della Locale Caserma dei Carabinieri; il Tenente Vincenzo Scarpone, Comandante della Tenenza della Guardia di Finanza di Roseto degli Abruzzi; il Vicecomandate della Polizia Locale Commissario Capo Riccardo Aceto; i Vigili del Fuoco del Distaccamento di Roseto; l’Associazione Nazionale Famiglie dei Caduti e Dispersi in Guerra E.T.S. – A.P.S., la Croce Blu di Roseto, l’Associazione Nazionale Carabinieri di Roseto, le Guide del Borsacchio e le Guardie Ambientali Italicum.

Marsilio Esposito, nato a Cologna Paese il 28 ottobre 1923, fu catturato a seguito dell’Armistizio il 9 settembre 1943 e deportato per il duro lavoro forzato, prigioniero IMI nei lager tedeschi. La sua memoria era stata precedentemente onorata con la Medaglia d’Onore.

“Oggi scolpiamo, una volta di più, la memoria nel tessuto stesso della nostra città – ha detto il Sindaco Nugnes nel suo intervento – Accogliamo infatti un nuovo frammento prezioso della nostra identità collettiva: la Pietra d’Inciampo dedicata a Marsilio Esposito, figlio di questa terra, soldato dell’Esercito Italiano, giovane uomo che vide la propria vita strappata alla normalità e consegnata alla durezza dei campi di prigionia tedeschi. Le Pietre d’Inciampo non sono semplici segni urbani, sono bussole morali e sono vaccini contro l’indifferenza. Sono inviti silenziosi a fermarsi, a chinarsi e a leggere un nome, ad interrogarsi sulla storia che quel nome custodisce. Viviamo in un tempo in cui la pace non è più un orizzonte scontato, in cui le parole d’odio ritornano con leggerezza pericolosa. In cui la violenza, talvolta, sembra normalizzarsi. Per questo siamo chiamati a essere presenti. Con lo sguardo, con il cuore, con la responsabilità che deriva dall’essere cittadini”.

“Oggi ci troviamo qui non solo per commemorare, ma anche per riconoscere il valore inestimabile del sacrificio di tutti quegli uomini che hanno lottato per la nostra libertà – ha detto la Presidente Recchiuti nel suo intervento – È grazie al loro sacrificio che noi possiamo vivere in un tempo in cui i nostri diritti sono garantiti e le nostre voci possono essere ascoltate. Il ricordo di questi eventi e di queste persone non è solo un atto di gratitudine, ma un dovere che ci chiama a riflettere sulla nostra responsabilità verso il passato e verso il futuro. Ricordare è un vaccino contro l’indifferenza: ci invita a non dare mai per scontato ciò che abbiamo. Ci ricorda che la libertà e la democrazia richiedono vigilanza e impegno costante da parte di ciascuno di noi”.

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