
Nereto. Un nuovo parco pubblico accanto alla scuola dell’infanzia, con aree verdi, spazi gioco per bambini e percorsi pedonali alberati.
È il progetto di riqualificazione urbana illustrato dal sindaco Daniele Laurenzi, che punta a trasformare un’area degradata in uno spazio dedicato alle famiglie e alla socializzazione.
L’intervento prevede un viale pedonale alberato tra via Veneto e via Masi-Chelli, nuove aree verdi, spazi per il gioco e la riqualificazione dei marciapiedi lungo le due strade.
Gli interventi
Un nuovo viale pedonale e alberato che collegherà Via Veneto con Via Masi-Chelli
Un area verde pubblica alberata ricca di diverse essenze vegetali
Un area dedicata ai bambini con spazi per il gioco e la socializzazione
Il rifacimento del marciapiede su Via Vittorio Veneto e la realizzazione di un marciapiede su Via Masi-Chelli.
Un area verde pubblica alberata ricca di diverse essenze vegetali
Un area dedicata ai bambini con spazi per il gioco e la socializzazione
Il rifacimento del marciapiede su Via Vittorio Veneto e la realizzazione di un marciapiede su Via Masi-Chelli.
In merito a questi lavori mi preme fare una precisa e trasparente chiarezza”, rileva il sindaco Daniele Laurenzi. “Personalmente, come molti di voi, avrei preferito conservare le attuali alberature di pini marittimi cercando ogni possibile soluzione manutentiva straordinaria.
Prima di prendere qualsiasi decisione rispetto alla proposta progettuale iniziale, ho inoltre voluto incaricare un agronomo per svolgere una perizia tecnica di stabilità approfondita.
Dalla relazione agronomica è emerso un quadro purtroppo chiaro:
Decenni di manutenzioni precarie o inadeguate del passato hanno compromesso la struttura degli alberi (chiome ridotte, fusti inclinati e formazioni a “coda di leone”).
Radici soffocate e instabili: la vicinanza al cordolo e al fondo stradale ha spinto le radici in superficie, creando gravi deformazioni sui marciapiedi e compromettendo l’ancoraggio a terra.
Rischio di cedimento e schianto: gli alberi presentano attacchi da patogeni fungini ed elevato rischio di ribaltamento della zolla, potendo crollare anche in presenza di eventi atmosferici di media intensità.
Impossibilità di interventi alternativi: potature drastiche, consolidamenti con tiranti o trapianti non sono tecnicamente praticabili e porterebbero al disseccamento delle piante.
Di fronte a queste evidenze tecniche, lasciarli in sede avrebbe significato assumersi una responsabilità enorme e inaccettabile in termini di incolumità pubblica, specialmente in un’area che diventerà un punto di aggregazione frequentato ogni giorno da bambini e famiglie. La tutela e la sicurezza della nostra comunità devono sempre avere la priorità assoluta.”
Prima di prendere qualsiasi decisione rispetto alla proposta progettuale iniziale, ho inoltre voluto incaricare un agronomo per svolgere una perizia tecnica di stabilità approfondita.
Dalla relazione agronomica è emerso un quadro purtroppo chiaro:
Decenni di manutenzioni precarie o inadeguate del passato hanno compromesso la struttura degli alberi (chiome ridotte, fusti inclinati e formazioni a “coda di leone”).
Radici soffocate e instabili: la vicinanza al cordolo e al fondo stradale ha spinto le radici in superficie, creando gravi deformazioni sui marciapiedi e compromettendo l’ancoraggio a terra.
Rischio di cedimento e schianto: gli alberi presentano attacchi da patogeni fungini ed elevato rischio di ribaltamento della zolla, potendo crollare anche in presenza di eventi atmosferici di media intensità.
Impossibilità di interventi alternativi: potature drastiche, consolidamenti con tiranti o trapianti non sono tecnicamente praticabili e porterebbero al disseccamento delle piante.
Di fronte a queste evidenze tecniche, lasciarli in sede avrebbe significato assumersi una responsabilità enorme e inaccettabile in termini di incolumità pubblica, specialmente in un’area che diventerà un punto di aggregazione frequentato ogni giorno da bambini e famiglie. La tutela e la sicurezza della nostra comunità devono sempre avere la priorità assoluta.”



