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Teramo

Non si resta in una terra in cui non si può tornare: petizione per bus notturno da Roma per L’Aquila e Teramo

Teramo. Dopo le 22:15 da Fiumicino non parte più nessun autobus per L’Aquila e Teramo, e il primo parte solo la mattina dopo.

Eppure domani, tra le 22 e mezzanotte, a Fiumicino sono previsti 60 atterraggi: uno ogni due minuti, in un giorno feriale qualunque. Il problema vale anche nell’altra direzione: chi ha un volo all’alba non ha modo di raggiungere l’aeroporto dall’Abruzzo.

Tutti parlano di “diritto a restare”, ma oggi chi atterra la sera a Roma non può tornare a casa. Per questo ho lanciato su openPetition una raccolta firme per dare visibilità alla questione e chiedere alla Regione Abruzzo, a TUA e alle compagnie di trasporto almeno una corsa notturna dagli aeroporti di Roma verso L’Aquila e Teramo.

Chiediamo di istituire almeno 1 corsa notturna in autobus dagli aeroporti di Roma Fiumicino e Ciampino verso L’Aquila, Colledara, Teramo e Giulianova. La corsa dovrebbe partire dopo mezzanotte, per raccogliere i passeggeri dei voli serali e dei voli in ritardo. Anche una corsa sperimentale, solo in alcuni giorni, sarebbe un primo passo concreto per trasformare il “diritto a restare” da slogan a realtà.

Motivazioni:
Tutti parlano di diritto a restare. L’Unione Europea lo ha riconosciuto alle popolazioni delle aree interne. All’Abruzzo Economy Summit di Pescara, SVIMEZ ha chiesto di collegare le città medie con i territori periferici per garantire agli abruzzesi il diritto a restare (fonte: Zonalocale, 25 settembre 2026). Ne parlano partiti di ogni colore, sindacati e associazioni, e molti indicano il trasporto pubblico tra le misure necessarie (fonte: IlPescara, 24 giugno 2026).
Ma per restare bisogna prima poter tornare.
Chi atterra la sera resta a Roma.
Ecco cosa trovi oggi se atterri a Fiumicino e vuoi tornare in Abruzzo:

FlixBus: da Fiumicino per Teramo la prima corsa è alle 7:15, l’ultima alle 18:30. Se atterri alle 19, sei già tagliato fuori.
Itabus: una sola corsa al giorno, alle 14:30.
Gaspari: prima corsa alle 9:00, ultima alle 21:35. Se atterri alle 21:15, sei già fuori.
frecciaRoma: prima corsa alle 8:00, ultima alle 22:15, che in Abruzzo ferma solo a Mosciano Sant’Angelo.
TUA, l’azienda di trasporto della Regione Abruzzo, non parte nemmeno dagli aeroporti: bisogna prima arrivare a Roma Tiburtina, un’ora di viaggio in più. Da lì le corse per L’Aquila vanno dalle 7:30 alle 21:45 circa.
Dopo le 22:15 da Fiumicino non parte più nessun autobus per l’Abruzzo. Il primo parte la mattina dopo. Nove ore di vuoto. Chi atterra la sera ha poche scelte: un taxi da centinaia di euro, una notte in aeroporto oppure qualcuno che guidi per ore di notte per andarlo a prendere.
La sera tardi è piena di voli. Solo martedì 29/09, tra le 22 e mezzanotte, a Fiumicino sono previsti 60 atterraggi: in media uno ogni due minuti, in un giorno feriale qualunque. A questi si aggiungono i voli in ritardo, frequenti la sera.

Queste fasce orarie non sono morte, anzi: sono proprio le compagnie low cost a riempirle, con le tariffe più economiche. Fiumicino è la porta d’Italia: nel 2025 ha superato per la prima volta i 50 milioni di passeggeri, e quasi un viaggiatore su quattro che ha preso un volo in Italia è passato per Roma (fonte: dati ENAC, RomaToday). Il 21 agosto 2026 lo scalo ha gestito oltre 1.100 voli in un solo giorno (fonte: SoldiOnline, 25 agosto 2026). Esistono già bus notturni da Fiumicino, ma per l’Abruzzo niente.

E anche partire all’alba è un’impresa. Chi ha un volo alle 6 o alle 7 deve essere in aeroporto due ore prima: dall’Abruzzo significa partire alle 2 o alle 3 di notte, quando non c’è nessun autobus. Una corsa notturna dagli aeroporti potrebbe rientrare verso Roma nelle stesse ore e risolvere in parte anche questo problema.

Chi ne beneficerebbe:

gli abruzzesi che lavorano fuori, in Italia o all’estero, e tornano il venerdì sera o per le feste, spesso con il volo serale perché è l’unico compatibile con il lavoro e il più economico;
gli studenti Erasmus, internazionali e fuori sede di Teramo e L’Aquila, che viaggiano quasi sempre low cost;
i lavoratori stranieri e le loro famiglie, che vivono in Abruzzo e tornano nel proprio Paese;
i turisti diretti al Gran Sasso, ai borghi e alla costa, che altrimenti scelgono altre mete;
chi viaggia per lavoro.

Chi non riesce a tornare, se ne va. Tra il 2019 e il 2026 l’Abruzzo ha perso quasi 17.600 giovani sotto i 35 anni, il 7,1% in meno, con Teramo a -5% (fonte: IlPescara, 24 giugno 2026). Eppure il 67% dei giovani delle aree interne vorrebbe restare nel proprio territorio (fonte: indagine “Giovani Dentro” di Riabitare l’Italia, citata da IlPescara). La legge regionale contro lo spopolamento del 2021 non ha invertito la tendenza: una generazione non si trattiene con misure occasionali, ma con lavoro, diritto allo studio, servizi pubblici efficienti e mobilità (fonte: IlPescara).

Teramo vuole essere una città universitaria. Nel 2025 l’Università di Teramo stimava una crescita delle immatricolazioni del 6,4% e gli studenti internazionali sono quadruplicati: 226 da 32 Paesi (fonte: Rete8, 17 dicembre 2025). Dopo cinque anni di calo, l’Università ha registrato per la prima volta un +25% di iscritti (fonte: L’Espresso, 4 agosto 2026). Se arrivare a Teramo è un’impresa, perdiamo proprio chi potrebbe restare e far crescere la città. Chi non riesce a tornare facilmente, alla fine smette di tornare.

Il diritto a restare comincia da un autobus che ti riporta a casa.

La petizione

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