Maxi-sequestro di droga a Nereto. Settepanella: grazie agli inquirenti
Ora costituire un tavolo permanente sulla legalità in Val Vibrata

Nereto. “Il maxi-sequestro di droga avvenuto nei giorni scorsi nel Comune di Nereto, con oltre cento chili di stupefacenti sottratti al mercato criminale, rappresenta un’operazione di straordinaria importanza per l’intera Val Vibrata e per le aree limitrofe, che interroga profondamente le istituzioni e la classe dirigente del nostro territorio”.
A dirlo, in una nota, è Matteo Settepanella, capogruppo di minoranza al Comune di Nereto.
“Un risultato che merita un ringraziamento, pubblico e convinto, da parte di tutta la comunità democratica, alla magistratura, alla squadra mobile e alle forze dell’ordine tutte, che con professionalità e determinazione, hanno inferto un colpo durissimo al sistema della criminalità, che
trae il proprio profitto dal degrado sociale.
Serve un impegno comune, trasversale, che veda tutte le forze politiche e tutti gli amministratori locali fare quadrato, al fine di rendere più sicuro il nostro territorio. “Un compito tanto più indispensabile oggi, di fronte a una vera e propria crisi della politica, acutamente avvertita da tutti e in modo particolare dai giovani, che troppo spesso vedono la politica ridotta a intrigo, a mercato di posti, a puri calcoli personali o di gruppo, elettorali e di potere, mentre la politica è, e dovrebbe tornare a essere, confronto tra grandi interessi collettivi e tra diversi ideali dei rapporti sociali e umani”.
La sicurezza si costruisce con il lavoro dignitoso, con i servizi pubblici, con la scuola, con la cultura, con presidi di legalità diffusi e con uno Stato presente nei territori. Serve un impegno politico forte, unitario e trasversale, che metta al centro la sicurezza.
Per tale ragione, come consigliere comunale di Nereto e capogruppo di “Insieme per Nereto – Matteo Settepanella Sindaco”, nonché in qualità di coordinatore del Partito Democratico della Val Vibrata, dichiaro la piena disponibilità a lavorare alla costituzione di un tavolo permanente sulla
sicurezza e sulla legalità, che coinvolga istituzioni, forze politiche, forze dell’ordine, associazioni e
realtà sociali del territorio. Ringraziare le forze dell’ordine è doveroso, ma non è sufficiente.
La politica deve fare la sua parte fino in fondo, quale strumento di emancipazione, di tutela dei più deboli e di difesa degli interessi collettivi”.



