Teramo
Laghetto della villa, Arap chiede al Comune di quantificare il fabbisogno
L’azienda torna a puntualizzare

«ARAP ha rispettato gli accordi e continuerà a farlo. Il Comune chiarisca se i 6 litri al secondo autorizzati dal genio civile sono ancora sufficienti per le “nuove e cresciute” esigenze della Villa. Se il vecchio assetto non è più adeguato e se c’è necessità di ulteriore acqua bisogna rivedere l’autorizzazione e ripensare la convenzione, anche separando gli usi da un punto di vista infrastrutturale. Prendiamo atto che il Sindaco non ha evidentemente letto con attenzione il comunicato istituzionale di ARAP e che, dell’accordo del 5 agosto, sembra conoscere soltanto gli obblighi di ARAP, dimenticando quelli assunti dal Comune. Dalle sue dichiarazioni, inoltre, non emerge alcun riferimento alla convenzione storica e al titolo concessorio regionale che disciplinano quantità, condizioni e limiti della derivazione dal Vezzola».
Lo dichiara il Direttore generale di ARAP, Antonio Morgante, replicando alle dichiarazioni del sindaco di Teramo Gianguido D’Alberto sulla situazione della Villa Comunale.
«Partiamo dai fatti. ARAP ha rispettato gli impegni assunti. Venerdì sera, nonostante la portata del Vezzola fosse ormai prossima alla soglia minima oltre la quale il titolo concessorio impone di interrompere il prelievo, abbiamo garantito che il 50 per cento del flusso disponibile fosse destinato al Comune, contemperando con FATICA questa esigenza con quelle delle imprese e della sicurezza antincendio».
Il titolo concessorio regionale riguarda una derivazione ad uso industriale e stabilisce espressamente che al Comune debba essere garantito il prelievo di 6 litri al secondo in prossimità del Ponte Vezzola, oltre alla possibilità, a richiesta, di ulteriori 4 litri al secondo lungo la condotta di adduzione. Lo stesso titolo vieta la derivazione quando la portata del torrente scende sotto la soglia minima prevista.
«La domanda alla quale il Comune continua a non rispondere è semplice – prosegue Morgante –, e cioè: i 6 litri al secondo sono ancora sufficienti per le esigenze attuali della Villa? Se non lo sono, qual è il fabbisogno effettivo e perché è aumentato? Ad oggi non ci è stata comunicata neppure la capacità della vasca di accumulo della Villa. Prima di chiedere maggiori quantitativi occorre conoscere consumi, capacità di accumulo, eventuali dispersioni e utilizzi effettivi dell’acqua a valle. I tecnici Arap hanno accertato che l’acqua viene utilizzata anche per esigenze diverse da quelle della alimentazione dei laghetti».
Morgante replica anche all’accusa di avere disatteso l’accordo del 5 agosto: «Prendiamo il verbale e verifichiamolo punto per punto. Noi abbiamo rispettato i nostri impegni. Il Comune documenti di avere fatto altrettanto, comprese le verifiche sulla propria rete e gli interventi concordati. Gli accordi valgono per entrambe le parti».
Sulla vicenda interviene anche il Commissario straordinario di ARAP, Mario Battaglia.
«Nessuno vuole contrapporre la tutela della Villa e degli animali alle esigenze delle imprese e della sicurezza antincendio. Ma ARAP deve amministrare responsabilmente una risorsa naturale limitata, nel rispetto delle prescrizioni della concessione e degli interessi pubblici coinvolti».
«Se il Comune ritiene che i quantitativi previsti non siano più adeguati alle esigenze attuali della Villa – conclude Battaglia – siamo pronti a rivedere alla radice un assetto nato oltre quarant’anni fa, coinvolgendo naturalmente la Regione per quanto riguarda il titolo di derivazione. Ma allora occorre dirlo chiaramente: il problema non è un inadempimento di ARAP, bensì l’eventuale inadeguatezza dell’attuale sistema rispetto a fabbisogni che nel tempo sono cambiati. Quantifichiamoli e troviamo una soluzione, ma sulla base dei dati e delle responsabilità di ciascuno».



