Innova Teramo, “Tra sagre e street food non c’è visione per il futuro”
L'attacco dell'associazione

Teramo. “L’impressione è sempre più netta: con l’approssimarsi della sagra degli arrosticini al parco fluviale, denominata Festival delle Rustell e come già successo con quella della porchetta di fine aprile, denominata Fiera dell’Agricoltura, l’amministrazione comunale sembra concentrare gran parte delle proprie energie su sagre, street food e manifestazioni enogastronomiche, finendo per fare concorrenza ai piccoli comuni dell’entroterra teramano invece di valorizzare il ruolo e l’identità di un capoluogo di provincia”.
Ad esordire così in una nota è l’associazione Innova Teramo.
“Se poi ci si appresterebbe con ingenti risorse pubbliche (oltre 70 mila euro) a finanziare le prove della Notte dei Serpenti, un evento che si svolgerà a Pescara, si rafforza ancora di più la marginalità di Teramo nel panorama culturale regionale”.
E ancora: “Alcune settimane fa i Giardini dei Tigli, uno dei luoghi simbolo della storia cittadina, sono stati trasformati in cornice per uno street food, facendo tra l’altro concorrenza ai bar e ristoranti della città che pagano affitti ed impiegano personale fisso. Tutte scelte che sollevano inevitabili interrogativi sulle priorità dell’amministrazione. Infatti, nel mentre si moltiplicano gli eventi temporanei e ricreativi, sembrano essere lasciati in secondo piano i temi che incidono davvero sulla qualità della vita delle persone, soprattutto di quelle più fragili”.
“Su tutte, una domanda resta senza risposta: che fine ha fatto il PEBA, il Piano per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche? Dov’è la programmazione per rendere Teramo una città realmente accessibile e inclusiva? Inoltre, l’amministrazione comunale possiede una fotografia delle reali esigenze degli ultimi? Se si, come intende procedere con il prossimo bilancio? Cosa vuole fare per il declino delle frazioni? Sulla rigenerazione urbana si hanno idee e proposte? C’è una visione dell’utilizzo dello spazio pubblico da parte di tutti oppure lo lasciamo ai più forti?
Le tradizioni popolari fanno parte del patrimonio del territorio e meritano rispetto. Ma chi amministra un capoluogo di provincia ha il dovere di guardare oltre, investendo in cultura, sociale, innovazione, accessibilità, rigenerazione urbana e progettualità di lungo periodo. Teramo merita una visione che costruisca futuro, non un calendario fatto quasi esclusivamente di eventi e feste”, conclude la nota di Innova Teramo



