I libri di un biologo teramano per imparare a leggere il proprio corpo
Collana «Le Guide del Metodo BMS»

Il biologo molecolare e nutrizionista teramano Emiliano Bruni mette per iscritto vent’anni di pratica: dieci temi che sembrano da specialisti e riguardano milioni di persone, letti con un solo sguardo che tiene insieme genetica, nutrizione funzionale e ritmi del corpo
È disponibile su Amazon la collana «Le Guide del Metodo BMS» (Edizioni BMS), dieci volumi firmati da Emiliano Bruni, biologo molecolare e nutrizionista di Teramo. Il nichel nel piatto, l’istamina, il gene MTHFR, la sindrome di Gilbert, la barriera intestinale, la fibromialgia, il peso, la salute maschile, la menopausa, il legame fra intestino e cervello: dieci temi che sembrano di nicchia e che invece entrano ogni giorno negli studi di chi si occupa di nutrizione, spesso dopo anni di esami «nella norma» e di liste di cibi da evitare sempre più lunghe.
La collana nasce da una constatazione semplice. Due persone mangiano lo stesso piatto e il loro corpo risponde in modo diverso. Le tabelle degli alimenti permessi e vietati non spiegano il perché; la biologia sì. Ogni volume parte da storie vere passate nello studio, con nomi e dettagli cambiati, spiega il meccanismo con le immagini della vita di tutti i giorni (il bicchiere che trabocca, il fegato che lavora a un ritmo suo, il muro con le crepe) e arriva alla parte pratica: come si ragiona a tavola, una settimana tipo, le domande che le persone fanno più spesso. I riquadri di approfondimento e la bibliografia, con i riferimenti agli studi originali, sono per chi vuole andare a fondo.
A tenere insieme i dieci libri è un solo modo di guardare la persona. Il Metodo BMS (Sistema Metabolico Bruni) fa dialogare ciò che di solito si osserva separato: la nutrigenetica, cioè il modo in cui le piccole differenze del DNA cambiano la risposta a nutrienti e alimenti; la nutrizione funzionale, che legge il cibo come un insieme di messaggi per le cellule; i ritmi del giorno e della notte, perché il quando conta quanto il cosa; l’ambiente in cui si vive. «Non cerchiamo il sintomo, cerchiamo il perché», spiega Bruni. «Il corpo non è un problema da risolvere, è un linguaggio da imparare.»
La parte genetica nasce da una collaborazione che dura da quindici anni con il genetista Keith Grimaldi, primo firmatario delle linee guida internazionali proposte nel 2017 da trentasei ricercatori di tutto il mondo per stabilire quando un consiglio alimentare basato sul DNA poggia su prove solide (Genes & Nutrition, 2017). È una nutrigenetica costruita sul territorio, con le persone, e misurata ogni giorno sulla vita reale. «La genetica non è un destino», precisa l’autore. «È un’informazione in più per interpretare meglio. Non sostituisce la visita e non diventa una diagnosi.»



