Giulianova, appello per la cultura: “Riaprire musei, recuperare i beni storici e tornare a investire”

Giulianova. «La cultura è necessaria». È il messaggio lanciato da un gruppo di cittadini e rappresentanti politici che chiedono all’amministrazione comunale un cambio di passo nelle politiche culturali della città.
Nel documento vengono elencate alcune delle principali criticità: quattro cinema e un teatro non più attivi, il Museo d’Arte dello Splendore chiuso da anni, la Casa-Museo Gaetano Braga ancora inutilizzata e diversi siti archeologici e monumenti in condizioni di abbandono.
Tra i beni indicati anche il Torrione “Il Bianco”, o di Porta Napoli, che attende da anni un intervento di recupero, e il patrimonio artistico legato a Raffaello Pagliaccetti e Alfonso Tentarelli, secondo i promotori non adeguatamente valorizzato.
Nel mirino anche il Kursaal, edificio storico che attende il completamento da circa trent’anni, e il Sottobelvedere, dove in passato era stata ipotizzata l’esposizione delle opere del maestro Gigino Falconi, poi trasferite ad Atri.
Secondo i promotori, la cultura dovrebbe tornare a essere una delle priorità dell’azione amministrativa, non soltanto per migliorare la qualità della vita dei residenti, ma anche per contrastare lo spopolamento giovanile e rafforzare l’attrattività turistica della città.
«Per trattenere i giovani, oltre al lavoro e alla casa, occorre offrire una città vivace sul piano culturale», viene sottolineato, evidenziando anche le ricadute che musei, mostre, spettacoli e iniziative di qualità possono avere sull’economia locale.
La proposta viene articolata su tre direttrici: strutture, beni culturali e iniziative.
Sul fronte delle strutture si propone la riapertura del Cinema Moderno e del Museo d’Arte dello Splendore, la realizzazione di un teatro nell’ex ospizio marino, un’arena estiva per gli spettacoli nel parco Chico Mendes e un centro polifunzionale per giovani e cultura. Tra gli interventi indicati anche il completamento del Sottobelvedere e il recupero della sala espositiva di Palazzo Massei.
Per il patrimonio culturale vengono richiesti il restauro del Torrione di Porta Napoli, una nuova valorizzazione del parco archeologico, la riapertura delle Case-Museo Braga e Cermignani, la realizzazione del Museo della Civiltà contadina e il completamento del Kursaal come polo congressuale. Da valutare anche le possibili funzioni di Palazzo Re, che ospita uno dei torrioni della città.
Sul piano delle iniziative, l’obiettivo è invece creare festival di rilievo nazionale, incontri con personalità della cultura, cinema d’essai, stagioni teatrali e concertistiche e mostre d’arte capaci di richiamare visitatori anche da fuori regione.
Nel documento viene inoltre richiamato il tema delle risorse. Secondo i promotori, nel rendiconto 2025 la spesa complessiva per le manifestazioni è stata di circa 650mila euro, ma sarebbe necessario riequilibrare le risorse tra cultura e attività ricreative. L’aumento degli investimenti culturali, viene sostenuto, potrebbe inoltre favorire l’arrivo di sponsorizzazioni e contributi da parte di enti sovracomunali.
Infine, l’appello guarda al centro storico, considerato nella sua interezza un patrimonio culturale da tutelare e valorizzare. Il riferimento è alla Carta di Gubbio del 1960, che riconosce alla città storica il valore di «bene culturale».
«Sarebbe ora di invertire la rotta», è la conclusione. L’obiettivo indicato è quello di costruire una politica culturale capace di recuperare il patrimonio esistente, riaprire gli spazi inutilizzati e creare nuove occasioni di produzione e partecipazione culturale, restituendo a Giulianova un ruolo più centrale nel panorama turistico e culturale regionale.



