
Corropoli. Grande paura nei giorni scorsi in contrada Ravigliano a Corropoli. In pieno giorno, nel cuore della stagione della mietitura, qualcuno ha pensato bene di accendere un maxi-rogo per smaltire un’ingente quantità di potature di ulivo.
Un’azione sconsiderata che ha fatto scattare immediatamente l’allarme tra i residenti e gli agricoltori della zona, accorsi spaventati per il rischio concreto che le scintille potessero investire i campi di grano circostanti, pronti per la raccolta e altamente infiammabili. Qualcuno ha persino raccontato di fiamme alte fino a 6 metri, visibili distintamente anche da grande distanza, un dettaglio che rende bene l’idea della gravità della situazione.
L’episodio accende i riflettori su una pratica non solo estremamente pericolosa, ma severamente vietata dalla legge in questo periodo dell’anno.
LA NORMATIVA: COSA SI RISCHIA?
Con l’avvio della campagna estiva contro gli incendi boschivi (AIB), scattata a metà giugno, le regole sono rigidissime e non ammettono deroghe orarie o consuetudini contadine.
Il divieto assoluto (Stato di grave pericolosità)
La normativa regionale e nazionale vieta tassativamente l’abbruciamento di residui vegetali agricoli e forestali (stoppie, paglia, potature di ulivo e sfalci) nei mesi estivi (solitamente fino al 15 settembre/15 ottobre). L’accensione di fuochi in prossimità di aree coltivate o boscate costituisce un pericolo pubblico immediato.
Le sanzioni amministrative e penali
Chi viola i divieti rischia conseguenze pesantissime:
Sanzioni pecuniarie: Le multe per l’accensione di fuochi nel periodo di massimo rischio partono da diverse centinaia di euro e possono lievitare sensibilmente.
Rilevanza Penale: Se il rogo sfugge al controllo e provoca un incendio (anche solo di sterpaie o campi), scatta il reato di Incendio Colposo (Art. 423-bis del Codice Penale), che prevede la reclusione da 1 a 5 anni, oltre all’obbligo di risarcimento dei danni e al pagamento delle spese di spegnimento dei mezzi di soccorso (Vigili del Fuoco e flotta aerea).
UN APPELLO ALLA RESPONSABILITÀ
In questi giorni i nostri agricoltori stanno raccogliendo il frutto di un anno di duro lavoro. Il grano secco basta una minima scintilla per trasformarsi in un inferno di fuoco capace di distruggere raccolti, macchinari e mettere a rischio le abitazioni della contrada.
Le potature di ulivo vanno cippate, trinciate nel terreno o conferite nei centri di raccolta autorizzati, mai bruciate all’aperto d’estate. Si invita la cittadinanza a vigilare e a segnalare tempestivamente qualsiasi colonna di fumo sospetta ai Vigili del Fuoco (115) o al Numero Unico di Emergenza (112). La sicurezza di Ravigliano dipende dal buonsenso di tutti.
(foto d’archivio)



