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Teramo

Cittadinanza onoraria per Liliana Segre: cerimonia a Giulianova FOTO

Giulianova. Si è svolta nella serata di ieri, 15 gennaio, in sala Buozzi, la cerimonia di consegna dell’attestato di conferimento della cittadinanza onoraria alla senatrice Liliana Segre, come deliberato lo scorso 30 dicembre dal Consiglio Comunale. La pergamena è stata donata dal Sindaco Jwan Costantini e dal Presidente del Consiglio Comunale Roberto Mastrilli al figlio della senatrice, Luciano Belli Paci.

Con lui, al tavolo dei relatori, l’onorevole Emanuele Fiano, scrittore, figlio di Nedo Fiano. La cerimonia ha preceduto l’ evento “Il ricordo e la memoria” promosso dall’ associazione “ CulturiAmo”. La serata, moderata da Cinzia Mattiucci, si è conclusa con la proiezione di “Liliana”, docu-film del 2024 del regista Ruggero Gabbai, efficacemente introdotto da Fiano.
Erano presenti in sala le massime autorità civili e militari di Giulianova e del territorio, amministratori locali, provinciali e regionali, esponenti del mondo ecclesiastico, accademico, culturale e associativo.
Sono intervenuti il Sindaco Jwan Costantini, il Prefetto di Teramo Fabrizio Stelo, l’assessore alla Pubblica Istruzione Lidia Albani.

Luciano Belli Paci ha ringraziato, ma soprattutto ha sottolineato come questa cittadinanza, l’ultima di una serie lunghissima, venga attribuita in un momento storico estremamente delicato. Se la prima delle conseguenze nefaste del conflitto israeliano è stata infatti la perdita di migliaia di vite umane, la seconda è stata il sinistro riaffiorare dell’ antisemitismo. Liliana Segre, vittima incolpevole dell’ Olocausto, è al centro di una campagna d’odio che trova nel web una potente cassa di risonanza. Contro di lei, che pure ha pubblicamente condannato la guerra in corso, il fronte ideologico filopalestinese. Prima ancora, gli insulti del popolo no-vax, di quello maschilista, dei denigratori della Terza età. Liliana Segre, sotto scorta a 96 anni, dopo l’orrore del campo di sterminio, è oggi assediata dal pregiudizio, , dall’ignoranza e dalla violenza verbale. Un’ umanità ferita ma incredibilmente forte, la sua, che è stata raccontata ieri sera, attraverso le parole del figlio Luciano e la narrazione di un film capace di segnare le coscienze, la memoria personale e quella collettiva.

 

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