Case di riposo di Teramo, Nereto e Civitella del Tronto: proclamato sciopero dei lavoratori
Giornata di sciopero per il 26 giugno

Teramo. Le organizzazioni Sindacali FP CGIL Teramo, FISASCAT CISL Abruzzo Molise, UIL FPL Teramo, UGL Salute Teramo e NURSIND Teramo comunicano di aver proclamato lo sciopero dell’intera giornata del 26 giugno dei lavoratori impiegati nelle strutture ASP 1 di Teramo, Nereto e Civitella del Tronto, gestite dalle cooperative Sanitalia e Assistenza 2000.
La decisione si è resa inevitabile a seguito del perdurare della grave situazione relativa al mancato pagamento delle retribuzioni e dell’esito negativo del confronto istituzionale attivato presso la Prefettura di Teramo. Nonostante i ripetuti solleciti e i tentativi di individuare una soluzione condivisa, non sono emerse garanzie concrete e immediate in grado di tutelare i lavoratori coinvolti.
Alla base della mobilitazione vi è il pagamento a singhiozzo della mensilità di aprile ed il mancato pagamento dello stipendio corrente maturato, una condizione che sta determinando pesanti conseguenze economiche e sociali per le centinaia di lavoratrici e lavoratori e per le rispettive famiglie. Una situazione non più sostenibile che si inserisce in un quadro di forte incertezza sulla continuità gestionale e finanziaria del servizio.
Le organizzazioni sindacali ribadiscono che la vertenza non riguarda esclusivamente il rispetto dei diritti retributivi e contrattuali dei dipendenti, ma investe anche la necessità di garantire stabilità e qualità dell’assistenza agli anziani ospitati nelle strutture dell’ASP 1. Per questo motivo è stata più volte richiesta l’adozione di interventi urgenti e risolutivi da parte di tutti i soggetti coinvolti.
Lo sciopero sarà effettuato nel pieno rispetto della normativa vigente sui servizi pubblici essenziali, assicurando tutte le prestazioni indispensabili previste dalla legge, e contestualmente in maniera statica si terrà dalle ore 10.00 alle ore 12.30 lungo via Mazzini davanti al palazzo del Governo.
Le organizzazioni sindacali confermano la propria disponibilità al confronto qualora emergano soluzioni concrete e immediate, ma ritengono che, allo stato attuale, la mobilitazione rappresenti l’unico strumento per richiamare l’attenzione delle istituzioni e dell’opinione pubblica su una vicenda che non può più essere rinviata.
Inoltre si rivolge un appello alle istituzioni, alle forze politiche ed alla cittadinanza a sostenere i lavoratori presso il presidio, in quanto per garantire i contingenti minimi previsti dalla normativa, i lavoratori e le lavoratrici potranno essere presenti soltanto in numero limitato.



