
Giulianova. Il caro gasolio torna a mettere sotto pressione il comparto della pesca italiana. L’aumento dei costi del carburante sta rendendo sempre più difficile per le imprese uscire in mare e sostenere le spese quotidiane dell’attività.
A lanciare l’allarme è Federpesca, che ha chiesto al Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste la convocazione urgente del Tavolo di crisi per il settore della pesca, con l’obiettivo di individuare interventi concreti e soprattutto tempestivi a sostegno delle imprese.
Nelle ultime settimane il prezzo del gasolio per uso pesca ha registrato una nuova significativa impennata, arrivando in alcune marinerie italiane a 1,60 euro al litro. Una situazione che, secondo Federpesca, sta provocando un diffuso stato di agitazione e rendendo economicamente sempre più difficile l’uscita in mare.
L’allarme viene condiviso anche da Walter Squeo, presidente della Cooperativa Mare Blu, che evidenzia le difficoltà quotidiane che il caro carburante sta provocando alle imprese della pesca.
Il problema, infatti, non riguarda soltanto l’aumento del costo del gasolio, ma anche la tempistica con cui arrivano gli aiuti alle aziende. Federpesca sottolinea come le risorse già stanziate, pur essendo considerate importanti, arrivino spesso con tempi incompatibili con le necessità immediate delle imprese.
«Quando un’azienda ha bisogno di liquidità subito per pagare le spese correnti e gli aiuti arrivano mesi dopo, nel frattempo si indebita», sottolinea la Federazione, evidenziando come l’indebitamento delle imprese stia diventando sempre più preoccupante.
Da qui la richiesta di interventi immediati: accelerare l’erogazione delle risorse già stanziate, prorogare le misure attualmente in vigore, semplificare le procedure per accedere ai contributi e individuare strumenti di liquidità rapida per le imprese maggiormente in difficoltà.
Tra i nodi indicati da Federpesca c’è anche quello relativo al Durc, con la richiesta di intervenire sulle procedure di accesso agli aiuti per evitare che gli adempimenti burocratici rallentino ulteriormente il sostegno alle aziende.
Una situazione che, secondo la Federazione, non può essere affrontata soltanto in prospettiva: le difficoltà sono già presenti e alcune imprese avrebbero già interrotto l’attività proprio a causa dell’aumento dei costi.
Il presidente della Cooperativa Mare Blu Walter Squeo condivide quindi l’esigenza di mantenere alta l’attenzione sulle difficoltà della marineria e di arrivare rapidamente a misure che possano garantire alle imprese la liquidità necessaria per continuare a lavorare.
Federpesca, infine, riconosce quanto già fatto dal Governo a sostegno del settore, ma chiede un ulteriore intervento, ritenuto necessario alla luce della nuova emergenza legata al costo del carburante.
Il messaggio che arriva dal mondo della pesca è chiaro: senza interventi rapidi, il rischio è che il caro gasolio finisca per rendere sempre più difficile, se non impossibile, uscire in mare.



