
Monza (3-4-2-1): Thiam, Ravanelli, Carboni, Lucchesi, Birindelli, Azzi, Hernani, Obiang, Pessina, Keita, Alvarez. In panchina: Pizzignacco, Brorsson, Delli Carri, Maric, Colpani, Colombo, Bakoune, Ciurria, Capolupo, Caso, Mout, Reita. Allenatore: Paolo Bianco
Pescara (3-5-1-1): Desplanches, Gravillon, Brosco, Letizia, Faraoni, Oliveri, Valzania, Caligara, Dagasso, Olzer, Di Nardo. In panchina: Saio, Capellini, Corazza, Corbo, Brandes, Meazzi, Graziani, Berardi, Tonin, Merola, Okwonkwo, Sgarbi. Allenatore: Giorgio Gorgone
Reti: 34′ e 48′ Hernani, 79′ Azzi
Arbitro: Ivano Pezzuto.
Un vero e proprio tonfo per il Pescara che a Monza incassa una sconfitta pesante, tra risultato rotondo e prestazione mestamente piatta.
Non c’è mai partita per il Pescara, condannato due volte da Hernani e dalle deviazioni di Brosco. La prima al 18′, quando l’attaccante biancorosso sale palla al piede fino al limite e calcia, trovando un tocco impercettibile del capitano biancazzurro ma abbastanza per ingannare Desplanches. La doppietta del brasiliano, con una ripartenza bruciante per la retroguardia pescarese, a inizio ripresa, stavolta con colpo e deviazione ben più forti e il portiere biancazzurro viene completamente scavalcato. Nel mezzo, un Delfino senza capo né coda, inconcludente davanti e ballerino nelle retrovie. Dagasso e Di Nardo cercano di tenerlo vivo ma non vanno mai troppo vicini al bersaglio.
Nemmeno la fortuna aiuta il Pescara: al 60′, Pessina sbaglia clamorosamente il retropassaggio e regala a Di Nardo un rigore in movimento, senza alcuna marcatura e con Thiam uscito malissimo, ma l’attaccante becca in pieno la traversa. Quando i biancazzurri sembrano aver rialzato la testa, al 78′ arriva il ko definitivo: ennesimo contropiede brianzolo, Colombo manda dentro Azzi che scavalca l’uscita di Desplanches con un tocco morbidissimo e letale. L’occasione per il goal della bandiera arriva sulla testa di Faraoni, attivato da una sponda di Brosco all’80’ ma, da 1 metro, incorna sul fondo. Il Monza non si impietosisce e a 2 minuti dal 90′ sfiora il poker con Bakoune: la sua girata volante, deviata da Capellini, si alza di poco sopra la traversa.
Troppo netto il divario tra le due squadre, troppo inerme la squadra di Gorgone anche solo per sperare di poter fronteggiare lo squadrone di Bianco. La strada che si para davanti al Delfino diventa sempre più quella verso una salvezza molto complicata.



