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ll Pescara con Insigne batte il Palermo all’Adriatico

PESCARA (4-3-1-2): Saio, Faraoni, Capellini, Bettella, Cagnano; Acampora, Brugman, Valzania; Insigne, Russo, Di Nardo. In panchina: Brondbo, Profeta, Letizia, Altare, Corbo, Brandes, Meazzi, Lamine Fanne, Berardi, Olzer. Allenatore: Gorgone

PALERMO (3-4-2-1): Joronen, Peda, Magnani e Ceccaroni; Pierozzi e Augello; Segre e Ranocchia; Palumbo, Johnsen e Pohjanpalo. In panchina: Gomis, Veroli, Bani, Bereszynski, Modesto, Vasic, Gomes, Giovane, Blin, Gyasi, Le Douaron, Corona. Allenatore: Inzaghi

Reti: 47′ Pohjanpalo, 54’ Insigne, 87’ Meazzi

Arbitro: Fabio Maresca

Impresa del Pescara di Gorgone, che, con Lorenzo Insigne per la prima volta titolare dal suo ritorno in biancazzurro, batte all’Adriatico un Palermo imbattuto da 14 giornate e quarta forza del campionato.

Si svolge tutto nel secondo tempo, ma anche il primo è ricco di emozioni. Già al 7′, i siculi scattano in contropiede con Palumbo, Saio esce malissimo sull’inserimento di Pohajnpalo, la palla rimpalla e arriva a Segre che ha la porta libera ma la conclusione viene salvata in extremis da Acampora. Via, quindi, ai miracoli dei portieri: al 9′ Joronen deve volare sul tiro a giro di Insigne su punizione, mentre all’11 tocca a Saio a togliere dall’angolino la deviazione di Jhonsens sul cross di Augello. La squadra di casa prende coraggio e impegna a ripetizione Joronen, prima con Russo e poi con Acampora prima della mezzora. Sul finire di frazione, quindi, Insigne attiva Di Nardo con uno scambio illuminante ma il centravanti, da solo in area, supera Joronen ma non inquadra la porta.

La squadra di Pippo Inzaghi va in vantaggio a inizio ripresa con Pohjanpalo: a scambiare bene, al 48′, sono Johnsen e Segre che entra in area e confeziona un gioiello per Pohjanpalo che anticipa Capellini e sblocca il match. Ma la qualità di Lorenzo Insigne si fa sentire con prepotenza al 55′, quando Di Nardo recupera una rimessa dal fondo errata e lo lancia nel corridoio centrale, il fantasista controlla entrando in area e poi infila in porta con la puntina, beffando l’uscita del portiere. Il Pescara vola sulle ali dell’entusiasmo e dopo soli 3 minuti ha l’occasione per il soprasso: Russo trova il corridoio in area e cerca la precisone rasoterra ma Joronen riesce a graffiare la palla quanto basta a mettere sul fondo. Al 61′ ci prova Faraoni da lontano al volo, mandando di poco la palla sopra la traversa. Il Palermo è sorprendentemente alle corde, ci provano anche Russo e Berardi ma Joronen evita ancora il colpo del ko rosanero. Al 78′ l’ultimo tentativo ospite di reagire: Ceccaroni incorna innocuamente da centro area, Saio la prende e poi la perde, Pohjanpalo si fionda a ribadire da zero metri ma la manda incredibilmente fuori. A trovare l’affondo finale, quindi, è Meazzi, subentrato dopo 68′ splendidi minuti giocati da Insigne ed è lui che, all’87’, si mette in proprio, sale palla al piede fino al tiro dalla lunetta, approfitta di una deviazione di Veroli e beffa il portiere. L’Adriatico è una bolgia che cova per 8 minuti di recupero, gestiti egregiamente dai biancazzurri, per poi esplodere al triplice fischio.

Una gara sbalorditiva per la squadra di Gorgone, forse aiutata dalla fortuna, sicuramente illuminata e rigenerata da Insigne che, fascia da capitano al braccio, ha ridato lustro a una compagine sfaldata e quasi sbandata. Ora la zona play-out è a soli 4 punti per il Delfino, ma mercoledì sarà già tempo di affrontare il Frosinone terzo in classifica: riusciranno i biancazzurri a bissare l’impresa.

 

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