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Sport

Capolavoro Ascoli,calcio spettacolo al Ceravolo: storico 6-1 per i bianconeri

CATANZARO-ASCOLI 1-6

CATANZARO (3-4-2-1): Pigliacelli 5; Ruggero 4 (56′ Postiglione 5), Antonini 4,5 Imperiale 4; Candela 5, Petriccione 4,5 Franky Tchaouna 4 (78′ Alesi sv), Di Francesco 5.5 (56′ Mosti 5.5); Pafundi 5 (56′ Buso 5.5), Iemmello 5; Koffi 6 (46′ D’Alessandro 5). A disposizione: Marietta, Verrengia, Cassa, Dorval, Reita, Frosinini, Arditi. Allenatore: Gorgone 4

ASCOLI (4-2-3-1): Vitale 6.5; Oliveri 6.5 (72′ Venuti 6), Gattoni 7,5 Rizzo 7, Guiebre 7; Corradini 8 (60′ Perciun 6.5), Damiani 6,5 (60′ Ricci 6); Silipo 7 (60′ De Pieri 6.5), Acampora 7,5 (46′ Milanese 7), D’Uffizi 7; Gori 8. A disposizione: Crespi, Curado, Nicoletti, Lo Scalzo, Bolsius, Chakir, Brunori. Allenatore: Tomei 8

Arbitro: Calzavara di Varese 6
Assistenti: Regattieri di Finale Emilia e Boato di Padova
IV Ufficiale: Vogliacco di Bari
Var: Prontera di Bologna
Avar: Del Giovane di Albano Laziale

Rete: 18′ Koffi, 21′ Gori, 32′ Acampora, 36′ Gattoni, 46′ pt Corradini, 53′ Milanese, 76′ Gori

Spettatori: 4.747 (di cui 157 tifosi bianconeri e 990 abbonati) per 59.428 euro di incasso

CATANZARO Bastano quindici minuti per capire che sarà una giornata di gloria.
L’Ascoli entra al Ceravolo con la luce negli occhi e la consapevolezza dei grandi. Subito pericoloso con Gori, D’Uffizi, Olivieri. Il pallone corre e la squadra disegna geometrie pulite. Eppure, al primo affondo, è il Catanzaro a passare: verticalizzazione di Di Francesco, Olivieri viene colto in un attimo di esitazione e Koffi solo davanti a Vitale realizza. Un episodio, quasi un refuso, in un tema che l’Ascoli stava svolgendo bene. Perché fino a quel momento gli ospiti avevano fatto calcio. Palleggio, organizzazione, personalità.
E la reazione è da grande squadra. Non rabbiosa, elegante. Angolo di Silipo che pennella, Gori che si alza, imperioso, e schiaccia di testa l’1-1. Meritato. Giusto.
Al 31′ ancora un brivido: Di Francesco si invola, entra in area e sceglie la forza sulla precisione, alto. L’Ascoli non trema. Sa di essere più forte. Fino all’estasi. Azione da manuale: Gori ruba palla sulla trequarti del Catanzaro, palla dentro per Corradini che la gira su D’Uffizi, sponda illuminante di quest’ ultimo per Acampora che si libera al tiro e fa partire un siluro di sinistro sotto l’incrocio. Da lì in poi sarà sinfonia bianconera. L’Ascoli dilaga, palleggia, verticalizza, domina ogni zolla. Su un altro angolo, Gattoni appare sul secondo palo e anticipa tutti: 3-1. Il Catanzaro è un pugile suonato, aggrappato alle corde. L’Ascoli, da grande squadra, non perdona. Ripartenza di D’Uffizi, tocco per Silipo che libera Corradini: destro secco, 4-1. Si va negli spogliatoi con una supremazia schiacciante, con addosso l’odore del calcio spettacolo. E la ripresa si apre come si era chiuso il primo tempo: con un altro punto esclamativo dell’Ascoli. Nemmeno il tempo di riprendere fiato e i bianconeri dipingono un’altra meraviglia. Ripartenza stupenda, di quelle che fanno innamorare i tifosi: Olivieri vede tutto, innesca Corradini che entra in area, dribbla due difensori come fossero birilli, calcia e traversa che trema ancora. Ma lì, a rimorchio, puntuale come sempre, c’è il neo entrato Milanese che raccoglie e scaraventa in rete: 5-1. Non è più una partita, è un capolavoro bianconero. L’Ascoli non si accontenta, ha fame di bellezza. Sfiorano il sesto goal prima De Pieri, poi Gori. Ma a quindici dalla fine la storia si scrive da sola: Percium illumina, Gori ringrazia e chiude. 6-1. Finisce qui, con un tabellino che sembra un’esagerazione e invece è solo cronaca.
Questo Ascoli non ha vinto: ha dipinto un’opera d’arte. Ha preso il Ceravolo e ne ha fatto il suo palcoscenico, trasformando ogni ripartenza in qualcosa di bello e mai banale, ogni gol in un applauso. Sei reti, sei pennellate. Dietro, qualche sbavatura cancellata da un calcio che è stato estro e coraggio. Oggi i bianconeri non sono stati una squadra: sono stati un’idea di calcio, come accade ormai dall’arrivo di mister Tomei.

Davide Crisci

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