“Ora la Riserva del Borsacchio non esiste più”
La guardia costiera contesta l'attività ai volontari che rimuovono paletti e delimitazioni

Tutto il lavoro fatto in sei anni rischia di essere cancellato per sempre.
La Riserva del Borsacchio non ha più cartelli e delimitazioni posizionati nel tempo dai volontari delle Guide della Riserva del Borsacchio. Tutto rimosso negli ultimi giorni per evitare guai peggiori a persone che, con grande fatica e impegno, hanno dedicato la vita a proteggere l’area. Un atto dovuto nel momento peggiore, perché dal primo marzo è iniziata la fase della riproduzione.
Tutto per una verifica della guardia costiera che, nella giornata di giovedì, ha riscontrato la mancanza di due atti: il nulla osta dell’ufficio demanio ai volontari e una convenzione con il Comune, nonostante l’esistenza di un progetto patrocinato dal 2020 dallo stesso ente.
Nulla che i volontari sapessero (e nessuno che glielo abbia detto) e che ora, in una corsa contro il tempo, gli stessi stanno provando ad ottenere. “Ma ci vorranno comunque tre settimane per riposizionare tutto dal momento in cui potremo procedere – spiega Marco Borgatti – Abbiamo dovuto rimuovere tutto per tutela degli associati. Oltretutto per togliere corde, paletti e cartelli a mano, ora più della metà dell’attrezzatura si è rotta per e ci vorranno 4/5mila euro per ricomprare tutto, cifra che in questo momento non abbiamo”.
Ora la riproduzione di tante specie è iniziata e non c’è più nessuna delimitazione, la riserva è di fatto cancellata, in un’area tra l’altro che aveva già registrato 56 atti vandalici nel corso degli anni nonostante tutte le demarcazioni.
“Abbiamo rinaturalizzato le dune e disseminato specie che la pressione antropica aveva quasi cancellato, come il giglio di mare e la soldanella di mare. Sono tornate le nidificazioni: oltre 40 nidi di fratino, i nidi di corriere e perfino due nidi di tartaruga marina – conclude Borgatti – Avevamo installato cartelli informativi per spiegare le dune, la flora e la fauna della riserva. Cartelli che aiutavano a riconoscere anche le impronte delle tartarughe sulla sabbia. Un piccolo ma importante sistema di informazione e tutela per chi arrivava sulla spiaggia. Oggi non c’è più nulla”.
Sui social è partito il tam tam per aiutare i volontari, nella speranza che gli stessi possano tornare a operare il prima possibile.



