Giulia Di Sabatino, Totaro condannato a quattro anni e nove mesi
Papà Luciano in lacrime al termine del processo per pedopornografia

Il collegio presieduto da Francesco Ferretti ha deciso di condannare Francesco Giuseppe Totaro, 36enne di Giulianova, a quattro anni e nove mesi di reclusione per pedopornografia e prostituzione minorile nell’ambito del processo nato dal rinvenimento di foto osé sul suo cellulare di Giulia Di Sabatino.
Il collegio ha riconosciuto le attenuanti generiche e depositerà le motivazioni tra novanta giorni. Totaro è stato assolto in relazione a una condotta.
Disposto il risarcimento alle parti civili in separata sede, oltre a una serie di pene accessorie riguardanti ipotetici ruoli futuri a contatto con minori. La pubblica accusa, rappresentata dal sostituto procuratore Laura Colica, aveva chiesto di otto anni di reclusione.
La vicenda, come noto, è nata da un procedimento avviato anni fa dalla procura distrettuale dell’Aquila dopo il rinvenimento sul cellulare di Totaro di foto osé di Giulia Di Sabatino e altre ragazze. I genitori della giovane si sono costituiti parte civile nel processo a carico dell’uomo, difeso dall’avvocato Donatella Tiberio. Giulia è scomparsa nella notte tra il 31 agosto e il primo settembre 2015, giorno del suo 19esimo compleanno, e trovata senza vita lungo l’A14 dopo essere caduta da un viadotto a Tortoreto.
I genitori di Giulia erano rappresentati dagli avvocati Antonio Di Gaspare e Gianfranco Di Marcello, con Adele Di Rocco del Coordinamento Codice Rosso vicina da anni alla famiglia.
Prima della sentenza odierna, aveva testimoniato anche la madre di Giulia, Meri Koci. Ora, insieme agli avvocati, i genitori sono pronti a presentare a strettissimo giro nuova istanza di riapertura delle indagini per la morte di Giulia (archiviate), ribadendo da anni che non si sia tolta la vita. “Siamo contenti perché è un primo provvedimento che fa giustizia sulla morte di Giulia – le parole dell’avvocato Antonio Di Gaspare – Speriamo che con questo possano riaprirsi le indagini”.
La madre non era presente, papà Luciano è invece scoppiato a piangere alla lettura della sentenza.



