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Pescara

Violenza sulle donne: a Pescara un evento del CAM Itinere con Lorenzo Gasparrini

Nell’ambito del calendario “365 giorni no alla violenza sulle donne”, promosso dal Comune di Pescara, il CAM Itinere di Pescara (Centro di Ascolto Maltrattanti) ha organizzato per sabato 28 marzo, all’Aurum (ore 10, Sala Europa), un incontro pubblico sul tema “Rieducare il cuore: uomini e donne per una nuova cultura del rispetto”.

L’evento, annuncia Cristina Marcone, Presidente della cooperativa sociale L’Elefante, che gestisce il CAM, vedrà la partecipazione di Lorenzo Gasparrini, filosofo femminista e formatore professionista, impegnato da anni nella formazione, sensibilizzazione e divulgazione sui temi di genere, con particolare attenzione al coinvolgimento del pubblico maschile. Fa parte del Laboratorio Tematico della Fondazione Una Nessuna Centomila ed è membro del Comitato Scientifico della Fondazione Giulia Cecchettin.

Il CAM Itinere del Comune di Pescara rappresenta una delle realtà più significative sul territorio abruzzese nel contrasto alla violenza di genere, intervenendo direttamente su chi quella violenza la agisce. Si tratta di un servizio specialistico rivolto agli uomini coinvolti in relazioni affettive caratterizzate da comportamenti violenti o che avvertono il rischio di adottarli, con l’obiettivo di promuovere un cambiamento concreto e duraturo. Il centro nasce su impulso del Comune di Pescara, attraverso l’Assessorato alle Politiche Sociali, con il sostegno finanziario della Regione Abruzzo. Inaugurato nell’aprile 2021 e operativo dall’agosto dello stesso anno, ha sede in via Luigi Polacchi 19. La sua istituzione si inserisce nel più ampio quadro normativo nazionale e internazionale, in linea con i principi della Convenzione di Istanbul del 2011 e con le disposizioni del cosiddetto “Codice Rosso”, che prevedono anche percorsi trattamentali per gli autori di violenza.

La cooperativa sociale L’Elefante, realtà impegnata nel campo dei servizi alla persona, gestisce il CAM dal 2 maggio 2025, proseguendo il lavoro del Centro e rafforzandone l’approccio multidisciplinare e l’integrazione con il territorio. I dati più recenti indicano che dal 2025 il Centro ha preso in carico circa 50 uomini, confermando la crescente richiesta di percorsi strutturati per il cambiamento. La fase di valutazione preliminare rappresenta un passaggio fondamentale: il servizio verifica infatti l’assenza di fattori di esclusione, quali la totale negazione del reato commesso, l’uso di sostanze, la presenza di patologie psichiatriche non compatibili con il percorso e il mancato pagamento del percorso da parte degli utenti inviati ai sensi dell’articolo 165, comma 5 del codice penale (i cosiddetti “utenti obbligati”).

Per quanto riguarda l’accesso al servizio, il centro è aperto al pubblico nei seguenti giorni e orari: martedì dalle 8.00 alle 11.00, mercoledì dalle 9.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 18.00, e venerdì dalle 9.00 alle 12.00. L’accoglienza avviene esclusivamente su appuntamento, al fine di garantire un’adeguata presa in carico e la riservatezza degli utenti.

Diversamente da un approccio esclusivamente sanzionatorio, il CAM Itinere punta su un modello educativo e riabilitativo: attraverso colloqui individuali e percorsi di gruppo a carattere psicoeducativo, seguiti da una seconda fase a carattere psicoterapeutico, per una durata complessiva di circa 18 mesi, il centro accompagna gli utenti in un percorso di consapevolezza rispetto ai comportamenti agiti, favorendo lo sviluppo di modalità relazionali non violente. Il servizio opera in stretta sinergia con la rete territoriale antiviolenza, ricevendo invii da servizi sociali, autorità giudiziarie, forze dell’ordine e altri enti partner.

In virtù del suo ruolo attivo sul territorio, il CAM Itinere non si limita all’attività clinica e trattamentale, ma promuove anche iniziative di sensibilizzazione rivolte alla cittadinanza. In questo modo, il CAM Itinere si configura non solo come uno strumento di intervento, ma come un presidio culturale fondamentale, capace di agire sulle cause profonde della violenza e contribuire alla costruzione di relazioni più sane e rispettose.

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