
Penne. Si è svolto questa mattina, nella Sala consiliare del Comune di Penne, l’incontro istituzionale dedicato all’offerta sanitaria dell’Area Vestina e alle prospettive delineate dal nuovo Atto aziendale della ASL di Pescara.
All’incontro hanno partecipato il Direttore Generale della ASL di Pescara Vero Michitelli, il Direttore Sanitario Rossano Di Luzio e Livio Del Duca, recentemente nominato Responsabile della UOS Direzione Medica dei Presidi Ospedalieri. Presenti il Sindaco di Penne Gilberto Petrucci, il Consigliere regionale Leonardo D’Addazio, i Sindaci dei Comuni del territorio vestino e diversi Direttori delle Unità Operative del Presidio.
Al centro del confronto il ruolo del “San Massimo” nella nuova organizzazione aziendale, il rapporto tra ospedale e territorio e il rafforzamento della rete dell’emergenza-urgenza.
«L’ospedale Spoke non è ancillare all’Hub, è complementare. Non trascureremo mai l’ospedale di Penne», ha sottolineato il Direttore Generale Michitelli, ribadendo il ruolo del Presidio all’interno della rete aziendale e richiamando i dati relativi a personale, attività e investimenti.
La dotazione complessiva è rimasta sostanzialmente invariata: dalle 305 unità del 2023 si passa alle 309 previste alla fine del 2026. Nello stesso periodo la spesa per il personale è cresciuta di circa 2 milioni di euro. A fronte dei 53 posti letto del Presidio, Penne assorbe inoltre circa il 14% delle risorse aziendali destinate al personale ospedaliero, rispetto all’8% che deriverebbe dal rapporto proporzionale dei posti letto.
«Non c’è stato alcun depauperamento e non c’è stata alcuna marginalizzazione», ha evidenziato Michitelli.
Un andamento confermato anche dalle attività. In Radiologia si è passati dalle circa 27.000 prestazioni del 2023 alle 31.000 del 2025. L’attività radiologica del San Massimo rappresenta circa il 15% del totale aziendale. A questo si aggiunge la teleradiologia, che consente ai professionisti di Pescara di visualizzare e valutare in tempo reale gli esami eseguiti a Penne, rafforzando l’integrazione tra i due Presidi.
La Direzione ha evidenziato una crescita complessiva delle attività delle diverse unità operative. Un passaggio specifico ha riguardato l’Ortopedia: i 4 posti letto previsti dalla programmazione regionale erano stati portati dall’Azienda a 17. La riduzione attuale a 4 posti letto è temporanea ed è legata ai lavori di messa in sicurezza antincendio il cui termine è previsto a breve. L’obiettivo è ripristinare la precedente capacità al termine degli interventi.
Nel nuovo Atto aziendale trova conferma e definizione anche l’organizzazione delle attività del Presidio, con Medicina generale, Pronto Soccorso, Chirurgia generale, Ortopedia, Ginecologia e i servizi di Radiologia, Cardiologia, Dialisi, Laboratorio, Farmacia, Urologia, Otorino, Oculistica, Terapia intensiva post operatoria e Blocco operatorio. Una configurazione che, insieme agli interventi realizzati negli ultimi anni, in alcuni ambiti è andata oltre quanto previsto dalla programmazione regionale.
Resta il nodo della carenza di personale medico, indicato dalla Direzione come uno dei principali fattori che condizionano oggi l’organizzazione sanitaria, in particolare nei Presidi periferici. Concorsi e avvisi non sempre consentono di reperire gli specialisti necessari e la ASL sta intervenendo attraverso procedure di reclutamento, prestazioni aggiuntive e l’integrazione tra i professionisti dei diversi Presidi aziendali.
Un risultato significativo riguarda il Pronto Soccorso di Penne, dove l’Azienda conta di disporre entro la fine dell’anno di un’équipe medica stabile, superando progressivamente il ricorso a forme di collaborazione temporanea. Gli accessi al Pronto Soccorso sono passati da circa 14.000 nel 2023 a circa 16.000 nel 2025, con un andamento sostanzialmente analogo nel 2026.
Il confronto ha riguardato anche la rete territoriale e dell’emergenza-urgenza. Il rafforzamento del sistema 118 e dei servizi sul territorio, con la nuova rete, risponde convretamente alla necessità di assicurare la risposta sanitaria il più vicino possibile al cittadino delle aree interne e di integrare ospedale, emergenza e assistenza territoriale.
Il Direttore Sanitario Rossano Di Luzio ha richiamato il valore di una programmazione che tenga insieme qualità dell’assistenza, sostenibilità e disponibilità delle risorse professionali, mentre Livio Del Duca ha sottolineato il legame con il “San Massimo”, dove aveva già operato durante la fase più complessa dell’emergenza Covid.
L’incontro ha infine dato spazio al confronto con i Sindaci dell’Area Vestina, il cui dialogo proseguirà parallelamente all’attuazione del nuovo Atto aziendale, con l’obiettivo di consolidare il ruolo del “San Massimo”, dei servizi territoriali e della rete dell’emergenza-urgenza nell’offerta sanitaria dell’Area Vestina.



