
Pescara. “Il Comune di Pescara tira dritto, e avvia la procedura di gara per la realizzazione dell’opera, nonostante le pesanti criticità progettuali evidenziate nelle scorse settimane da associazioni animaliste, veterinari ed etologi e confluite nell’esposto presentato all’ANAC e alla Corte dei Conti”.
A sollevare la polemica è Paolo Sola, capogruppo consiliare del Movimento 5 Stelle, che sottolinea. “Il quadro economico dell’intervento ammonta complessivamente a 1 milione e 220mila euro, suddivisi tra 621.208,67 euro relativi all’intervento principale e altri 598.791,33 euro per le opere opzionali”.
“Avevamo chiesto all’amministrazione una cosa semplicissima: fermarsi prima di spendere oltre un milione di euro dei cittadini e sottoporre il progetto a un vero confronto tecnico con associazioni, veterinari, etologi e con chi conosce concretamente la vita e la gestione quotidiana di un canile. La risposta è stata esattamente opposta: accelerare e mandare il progetto a gara”, denuncia Paolo Sola.
Le contestazioni avanzate nelle scorse settimane riguardano, tra le altre cose, il dimensionamento della struttura, gli spazi insufficienti destinati allo sgambamento, gli aspetti di biosicurezza e “l’assenza, secondo gli esperti coinvolti, di un’adeguata impostazione etologico-scientifica del progetto. Parliamo di un’opera da 1 milione e 220mila euro che rischia di nascere già vecchia, sottodimensionata e inadeguata alle reali necessità degli animali”, prosegue il pentastellato, “Spendere tantissimo non significa spendere bene. Ed è proprio questo il cuore dell’esposto che abbiamo presentato ad ANAC e Corte dei Conti: vogliamo che sia verificata la coerenza di questa operazione con i principi di economicità, efficacia e buon andamento dell’azione amministrativa”.
“A rendere ancora più singolare l’accelerazione impressa alla procedura è quanto emerge dagli ultimi atti pubblicati”, incalza Sola, “La determina del 14 agosto evidenzia infatti che, dopo l’indizione della procedura avvenuta il 14 luglio, sono stati rilevati refusi ed errori materiali nel Capitolato Speciale d’Appalto, nel quadro economico e nella Relazione CAM (Criteri Ambientali Minimi), oltre a “imprecisioni” nella stessa determina a contrarre e nei metodi di valutazione delle future offerte. Quindi non parliamo soltanto della correzione di una virgola o di qualche refuso tipografico – prosegue – ma a un mese dalla prima determina a contrarre è stato necessario riapprovare il Capitolato Speciale, il quadro economico, la Relazione CAM e persino i criteri di aggiudicazione. Nel frattempo nessuno ha ritenuto necessario convocare intorno a un tavolo chi avrebbe potuto contribuire gratuitamente, con esperienza e competenze scientifiche, a migliorare il progetto”.
Ad aumentare le perplessità è anche uno dei criteri che sembra saranno previsti per la partecipazione delle associazioni al bando di gara, per le quali viene richiesta la sede legale nella città di Pescara:”Sarebbe una scelta miope e francamente incomprensibile, che rischierebbe di tagliare fuori proprio alcune delle realtà con maggiore esperienza nel settore. Quale vantaggio avrebbe il benessere degli animali dall’escludere un’associazione soltanto perché non ha formalmente la propria sede legale a Pescara, pur avendo volontari, esperienza e anni di attività sul nostro territorio? – prosegue Sola – è inevitabile chiedersi se un requisito così restrittivo non finisca per diventare un modo per tenere fuori realtà scomode che in queste settimane hanno contestato duramente questo progetto e, insieme a noi, ne ha evidenziato pubblicamente le criticità”.
“Se davvero l’obiettivo è realizzare e gestire una struttura moderna e all’altezza delle esigenze degli animali, bisognerebbe fare esattamente il contrario: spalancare le porte alle competenze, alle professionalità e alle esperienze migliori disponibili, comprese quelle delle grandi associazioni nazionali, che – conclude Paolo Sola – soprattutto in fase progettuale avrebbero potuto aiutare a pensare un canile che fosse davvero funzionale al benessere animale, e non l’ennesima opera sbagliata realizzata solo per poter tagliare un altro nastro”.



