
Pescara. “Dodici anni di rinvii, un nuovo referendum all’orizzonte e un territorio che nel frattempo resta fermo. Il confronto sulla Nuova Pescara si è ridotto a una discussione sul calendario, con il rischio di ritrovarci fra due anni a dire le stesse cose. Io propongo di usare questo tempo per fare qualcosa di concreto. La Città Metropolitana di Pescara è una proposta di legge già depositata alla Camera, non richiede alcun referendum e può essere approvata in questa legislatura”.
Lo dichiara il deputato di Azione Giulio Sottanelli, primo firmatario della proposta, dopo la proroga al 1° febbraio 2029 della fusione tra Pescara, Montesilvano e Spoltore e la risoluzione del Consiglio regionale che prevede una nuova consultazione.
“Sulla fusione le opinioni restano diverse e a decidere saranno la Regione e i tre Comuni”, prosegue Sottanelli. “La mia proposta riguarda un’altra cosa: trasformare la Provincia di Pescara in Città Metropolitana e mettere in rete i 46 Comuni su infrastrutture, trasporti, sviluppo economico e programmazione di area vasta. I Comuni restano tutti al loro posto, con le loro identità e le loro competenze. Basta una legge ordinaria dello Stato, come prevede la legge Delrio, e il nuovo ente eredita patrimonio, personale e funzioni della Provincia, quindi senza costi aggiuntivi. Che la fusione si faccia nel 2029, più tardi o non si faccia proprio, questo strumento serve allo stesso modo”.
Il deputato richiama anche la presa di posizione di Confindustria Abruzzo Medio Adriatico. “Confindustria chiede un governo unitario, efficiente e moderno dell’area della Città di Pescara e descrive un territorio che vive già come un’unica realtà urbana ed economica. È la stessa fotografia da cui parte la mia proposta. Le imprese hanno bisogno di un interlocutore che programmi porto, aeroporto, trasporto pubblico e aree produttive su scala provinciale, e oggi quell’interlocutore manca. Sull’Adriatico, tra Bologna e Bari, non esiste ancora una Città Metropolitana. Abbiamo poco tempo, se altre Città dovessero arrivare prima, Pescara perderebbe la partita per i prossimi vent’anni”.
L’appello è rivolto alle istituzioni regionali e locali. “Torno a chiedere al presidente Marsilio e al presidente Sospiri, ai sindaci dei 46 Comuni, alle categorie economiche e ai colleghi parlamentari abruzzesi di ogni partito di sottoscrivere insieme questa proposta e di sostenerne l’esame in Commissione. Sarebbe l’occasione per mostrare finalmente ai cittadini una politica unita per il bene del territorio, capace di fare le cose per bene e in poco tempo”.



