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Pescara

Comunali Pescara: scontro sui teatri da Masci e Costantini

Pescara. Dopo quello sull’ambiente e sui rifiuti, lo scontro della campagna elettorale a Pescara si sposta sul tema della cultura.

“A breve partiranno i lavori del teatro Michetti, e per ampliare il Conservatorio abbiamo il progetto esecutivo con 15 milioni di euro di investimento e dopo l’approvazione del Bilancio ci sarà la gara, così come andremo avanti per riaprire il teatro D’Annunzio, di cui abbiamo già il progetto esecutivo”, ha detto, sabato mattina il sindaco Carlo Masci, candidato del centrodestra alle elezioni dell’8 e 9 marzo, durante l’inaugurazione del comitato elettorale in Largo Madonna.

“Sul fronte della cultura”, ha rimarcato, “ricordiamoci che Pescara, per il Sole 24 Ore, è la prima in Italia per l’offerta culturale e credo che pochi sappiano che a Pescara c’è un centro di produzione musicale voluto dal Comune con un’orchestra che fa decine e decine di spettacoli in tutta Italia con un centinaio di musicisti pescaresi”.

Pronta la risposta del candidato sindaco del centrosinistra, Carlo Costantini: “I ritardi clamorosi e giganteschi non consentono di rivendicare meriti, ma imporrebbero di dare spiegazioni. Nella vita comune, in presenza di queste condizioni, una persona sarebbe chiamata a giustificarsi. Qui, invece, assistiamo a un vanto continuo”.

“Per quanto riguarda il teatro ‘D’Annunzio’ – sottolinea Costantini – un anno e mezzo fa era stato annunciato che sarebbe stato riaperto nel 2026. Oggi siamo ancora nella fase di approvazione del progetto esecutivo: questo dimostra che i ritardi sono clamorosi. Si sta privando la città e il mondo culturale di uno spazio fondamentale e invece di assumersi la responsabilità di questi ritardi si continua a fare propaganda”.

“Sul Conservatorio ‘Luisa D’Annunzio’ – va avanti – le risorse sono disponibili da anni. Solo ora, in piena campagna elettorale, assistiamo ad annunci in pompa magna. Anche in questo caso, di fronte a ritardi così evidenti, sarebbe più corretto chiedere scusa alla città. Lo stesso vale per il teatro ‘Michetti’: si è arrivati soltanto ora alla firma del contratto con l’impresa. Ma l’amministrazione governa da sette anni e il teatro è ancora chiuso. È difficile comprendere dove siano i meriti da rivendicare”.

“I pescaresi e la cultura di Pescara meritano rispetto. C’è bisogno di programmazione, competenza e tempi certi, non di annunci a ridosso delle elezioni. Troppo spesso la destra confonde la cultura con lo spettacolo e con il semplice divertimento che, per una città come Pescara, sono certamente importanti, ma rappresentano solo un aspetto di un tema molto più ampio”, conclude.

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