
Pescara. “Alla notizia del crollo di un pino adiacente allo stadio, il Comune ha risposto prontamente che il pino era controllato e stava bene e in salute, omettendo stranamente di dire che era nero e infestato da cocciniglia. E per dare modo di far capire come sia sotto controllo la gestione del verde, nella stessa nota si comunica che saranno invece abbattute le famose cinque querce tra via Pizzoferrato e via Arapietra, come a dire che sia un valore aggiunto abbattere, perché ‘noi ci teniamo al verde e alla sicurezza’. Quindi si scopre oggi che le querce, il cui abbattimento era stato bloccato dalla sottoscritta a gennaio, saranno inevitabilmente perse”.
Lo afferma la presidente dell’associazione Radici in Comune, Simona Barba, tornando a criticare la gestione del verde a Pescara.
Barba ripercorre poi la storia delle cinque querce: “Nel 2023 vengono inserite nella lista di abbattimento per rischio immediato di crollo – spiega – per ben tre anni rimangono lì, rigogliose e splendide sentinelle del nostro paesaggio. Il 20 gennaio scorso, visto il rischio di crollo immediato descritto nella relazione del 2023, si decide di procedere con tempestività all’abbattimento e così la prima viene abbattuta. Come consigliera, insieme alle associazioni, chiedo una seconda valutazione delle quattro alberature rimaste. L’amministrazione fa fare una seconda valutazione allo stesso tecnico che ha effettuato la prima, quando sarebbe scontato avere un secondo parere differente, un altro punto di vista. Si riconferma l’abbattimento. Sono ancora cinque, benché una sia stata abbattuta il 20 gennaio. E quindi diventa molto interessante la valutazione postuma della quinta quercia”.
“E’ in questo modo – osserva Barba – che stiamo perdendo il nostro capitale arboreo: non c’è cura di salvaguardia, non ci sono azioni di restauro, ma solo perizie che vanno e vengono, che ai fatti si possono rivelare incomplete e incongruenti. L’assessore e sindaco diranno: è tutto sotto controllo, facciamo perizie accurate, tanto accurate che le facciamo anche dopo gli abbattimenti. E cosi altre querce verranno abbattute – conclude – arrecando alla città una perdita impossibile da compensare, un danno ambientale per noi e per le future generazioni”.



