
Pescara. “Da sei mesi i commercianti, i residenti, i professionisti che vivono, lavorano e animano via Gabriele d’Annunzio, a Pescara, all’incrocio con via Tibullo-viale Pindaro co-abitano con un ostacolo fisico e visivo dinanzi agli occhi e alle vetrine, il cantiere dell’Aca posto proprio in mezzo alla rotatoria, e che interrompe il transito delle auto, imponendo una interminabile gimcanes per arrivare dall’altro lato della città.
Da sei mesi però quel cantiere, pur necessario, procede a passo di lumaca: i lavori dovevano terminare lo scorso 31 marzo, di fatto è ancora in pieno svolgimento, ma senza operai. Sono settimane che in zona non si vede alcun responsabile né si vedono ruspe in movimento. Una situazione che sta rendendo invivibile la zona, e che come prima conseguenza ha determinato un calo del fatturato degli esercenti del 50 per cento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno”.
La segnalazione è arrivata dall’Associazione ‘Orizzonti di Libertà’, presieduta dall’avvocato Valeria Toppetti ed è stata oggetto di una conferenza stampa questa mattina
Presenti anche i commercianti della zona, capitanati da Armando Fava, titolare di un’attività di pelletteria storica per il quartiere di Porta Nuova.
“La nostra Associazione si occupa, tra le altre mission, di sostenibilità economica e di vita – ha ricordato il Presidente Toppetti – e sostenibilità significa vivere del proprio lavoro. Da sei mesi a questa parte c’è il cantiere dell’Aca proprio in mezzo alla rotatoria là dove via d’Annunzio prosegue su viale Pindaro che ha spezzato questa continuità: viaggiando da nord verso sud si arriva davanti alla rotatoria, oggi una barriera, che costringe a svoltare verso ovest, e per continuare verso sud occorre circumnavigare il Tribunale e sbarcare in viale della Pineta per poi tornare verso nord o proseguire. A pagarne le conseguenze sono le piccole attività storiche di vicinato che rappresentano l’economia di via d’Annunzio e che da sei mesi vedono fuggire i propri clienti, impossibilitati a raggiungere quelle attività: la strada è interclusa, i parcheggi sono ridotti. Quello che non si capisce è perché i lavori non siano finiti, come previsto, lo scorso 31 marzo, e soprattutto perché da settimane, come questa mattina, non ci sia nessuno sul cantiere: non un operaio, non un ruspista, né tantomeno un referente dell’Aca al quale chiedere informazioni utili”.
“I nostri clienti non riescono a raggiungerci – ha aggiunto Armando Fava, dell’omonimo negozio di pelletteria di via d’Annunzio -, dobbiamo convivere con un cantiere aperto da mesi, ma non si sa quando finiranno i lavori, non sappiamo se siano state fatte delle proroghe rispetto al termine del 31 marzo scorso, né fino a quando”
“Oggi – hanno proseguito il Presidente Toppetti e Fava in rappresentanza dell’Associazione e degli altri commercianti – non vogliamo esprimere dissenso, né tantomeno inscenare una protesta, ma vogliamo ottenere certezze e rassicurazioni dall’Aca e, per quanto di competenza, dal Comune. Ad Aca chiediamo di sapere quando finiranno i lavori, indicando una data realistica, e vogliamo sapere perché da settimane il cantiere è fermo e vuoto di personale. Vogliamo sapere se ci sono stati intoppi, interruzioni, problemi di finanziamento, o varianti. Al Comune chiediamo di attivare una vigilanza serrata sul cantiere, anche per rassicurare i cittadini e gli esercenti e ufficializzare la data in cui è previsto il ripristino della normale viabilità. Nell’attesa chiediamo di valutare la possibile istituzione di una viabilità alternativa per agevolare chi transita su via d’Annunzio o viale Pindaro, con la possibile previsione anche di un eventuale senso unico alternato. Peraltro già lo 4 scorso maggio avevo chiesto la convocazione di due sedute della Commissione Lavori pubblici in Comune, la prima con i Dirigenti dell’Ufficio tecnico per una panoramica su tutti i cantieri aperti in città e il loro stato di svolgimento; la seconda per invitare in audizione il Presidente di Aca e avere aggiornamenti puntuali circa i lavori che l’Azienda ha sparsi sul territorio. Le due richieste a oggi sono rimaste inevase”.



