
Pescara. Ancora minacce e intimidazioni all’indirizzo di Domenico Pettinari, consigliere comunale di Pescara molto attivo contro la criminalità nel quartiere Rancitelli.
Azioni che, più volte negli ultimi mesi, lo hanno messo al centro di pesanti atti intimidatori, soprattutto dopo aver attirato le telecamere dei programmi di Rete 4 in via Tavo, a pochi metri dall’ex Ferro di Cavallo.
“Oggi”, racconta, “intorno alle ore 13.30, mi sono recato insieme al collega consigliere Massimiliano Di Pillo presso il civico 16 di Via Lago di Borgiano, nel cuore di Rancitelli, dopo essere stato chiamato da alcuni residenti esasperati dall’ennesima giornata di paura, degrado e illegalità. Da anni stiamo conducendo una battaglia durissima contro questo famigerato stabile che continua a rappresentare uno dei principali fortini dello spaccio della città. Un luogo dove, ogni giorno, centinaia di acquirenti arrivano per acquistare droga e stazionano sulle scale dell’edificio popolare come fossero in fila alle casse di un supermercato”.
Pochi mesi fa, Pettinari e il suo gruppo consigliare avevano denunciato la presenza, all’ultimo piano dello stabile, della cosiddetta stanza del buco: “Un locale occupato abusivamente e trasformato in ricovero per tossicodipendenti che”, racconta, “dopo aver acquistato la droga nel palazzo, la consumavano immediatamente all’interno di quello stanzino. Un luogo dell’orrore dove sono presenti strumenti e oggetti utilizzati per fumare e iniettarsi sostanze stupefacenti”.
“Appena arrivato sul posto sono stato insultato, aggredito verbalmente e minacciato da una donna che, dopo avermi rivolto pesanti offese, ha urlato che tutto ciò che accade sarebbe colpa mia”, riferisce oggi il consigliere d’opposizione, “Un episodio gravissimo che dimostra il clima di intimidazione e arroganza che si respira attorno a chi ha il coraggio di denunciare e di metterci la faccia .
Ma questa mattina, proprio all’interno del “fortino della droga”, era in corso una significativa operazione dei Carabinieri di Pescara: “Tuttavia, le operazioni di polizia da sole non bastano”, insiste Pettinari, “Oggi sento il dovere istituzionale di rivolgere un appello preciso e non più rinviabile all’ATER e al Comune di Pescara: avviate immediatamente tutte le procedure necessarie per la decadenza e lo sfratto degli alloggi popolari coinvolti nelle attività illecite oggetto delle indagini e degli interventi delle forze dell’ordine”.
“La nostra battaglia non si concluderà con un arresto o con un blitz. La nostra battaglia si concluderà soltanto quando gli alloggi pubblici utilizzati come basi operative dello spaccio verranno restituiti alla legalità e assegnati a famiglie realmente bisognose”, conclude.



