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L'Aquila

Furti e minacce al vicino: confermata la condanna in appello. Il caso

Scanno. Si chiude con la conferma della condanna a sei mesi di reclusione il procedimento che vede coinvolto L.D.A., 72 anni, residente a Scanno.

La Corte d’Appello dell’Aquila ha respinto l’impugnazione, confermando la sentenza emessa nel 2021 dal Tribunale di Sulmona per fatti risalenti al giugno 2020.

Al centro della vicenda c’è un episodio che avrebbe aggravato i rapporti, già difficili, con un vicino. Secondo la ricostruzione accusatoria, il settantunenne si sarebbe introdotto nel terreno di proprietà di un 50enne, a Frattura di Scanno, dopo aver manomesso il lucchetto del cancello d’ingresso.

Dal fondo sarebbero stati sottratti diversi oggetti, tra cui una rete metallica, attrezzi da carpentiere, un aratro, un martello da lavoro, un tubo destinato agli impianti elettrici e alcuni scalpelli in acciaio.

La vicenda giudiziaria aveva preso avvio dalla denuncia presentata dal proprietario del terreno, un cinquantenne, che aveva segnalato l’accaduto alle autorità. Le successive indagini avevano portato all’instaurazione del procedimento penale e alla condanna in primo grado.

A pesare sul contesto della vicenda sarebbero stati anche i rapporti tesi tra i due uomini. Stando a quanto riferito dalla persona offesa, infatti, negli anni precedenti si sarebbero verificati ulteriori episodi, con ripetute minacce e insulti al proprietario dell’area.

 

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