Partito Democratico Chieti: ‘Il Consiglio Comunale approva due ordini del giorno su commercio di prossimità e ambulanti’
Via libera con 19 voti favorevoli alla proposta di Confesercenti per la rigenerazione del commercio di prossimità. Unanimità sull’ordine del giorno nato dal confronto con Confcommercio Chieti per il riconoscimento del lavoro degli ambulanti tra le attività gravose

Chieti. Il Consiglio comunale di Chieti ha approvato, ieri lunedì 28 settembre, i due ordini del giorno presentati dal consigliere comunale del Partito Democratico Alessio Di Iorio dedicati al commercio cittadino e alle condizioni di chi vi lavora.
Il primo ordine del giorno, relativo alle “Misure per la rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità”, è stato approvato con 1 9 voti favorevoli della maggioranza e 11 astenuti.
L’atto sostiene la proposta di legge d’iniziativa popolare promossa da Confesercenti per contrastare la progressiva rarefazione delle attività commerciali e dei servizi di vicinato. La proposta prevede, tra le altre misure, l’istituzione delle Zone Economiche Speciali di Prossimità, nelle quali possano essere attivati regimi fiscali di vantaggio, strumenti di sostegno finanziario e forme di semplificazione amministrativa per le attività esistenti e per quelle di nuovo insediamento. Prevede inoltre un Osservatorio nazionale e un Fondo per la rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità.
Il secondo ordine del giorno, nato da un confronto con Confcommercio Chieti, ha invece ottenuto il voto favorevole unanime del Consiglio comunale.
L’atto riguarda il riconoscimento del lavoro del commerciante ambulante come attività gravosa ai fini previdenziali e richiama le caratteristiche concrete di questa professione, movimentazione manuale di merci e strutture, lavoro all’aperto ed esposizione alle condizioni climatiche, orari prolungati e incerti e l’assenza di alcune delle tutele proprie del lavoro subordinato.
Con l’approvazione, il Consiglio impegna il Sindaco e il Presidente del Consiglio comunale a sostenere l’istanza e ad avviare un’interlocuzione con ANCI, Regione Abruzzo e Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, coinvolgendo le associazioni di categoria e trasmettendo l’ordine del giorno agli enti competenti.
Gianmarco Pescara, segretario cittadino del Partito Democratico di Chieti, dichiara:
«Questi due atti partono da un metodo molto semplice, ascoltare chi vive ogni giorno la città e portare quel confronto dentro le istituzioni. Da una parte la proposta di Confesercenti sul commercio di prossimità, dall’altra il confronto con Confcommercio Chieti sul lavoro degli ambulanti. Due questioni diverse che oggi sono diventate atti del Consiglio comunale. Sul primo ordine del giorno c’è stata una divisione tra maggioranza e opposizione; sul secondo il Consiglio ha trovato l’unanimità. Adesso il nostro compito è seguire il percorso di questi atti anche fuori dal Comune, nei luoghi in cui dovranno essere assunte le decisioni.»
Per il consigliere comunale Alessio Di Iorio: «Quando parliamo di commercio di prossimità non parliamo soltanto di economia. Quando una serranda si abbassa perdiamo anche un servizio e una presenza quotidiana in una strada o in un quartiere. Per questo abbiamo sostenuto una proposta nazionale che prova a mettere a disposizione strumenti fiscali, finanziari e amministrativi per le attività di vicinato. Con il secondo ordine del giorno abbiamo invece voluto accendere l’attenzione sulle condizioni concrete degli ambulanti, persone che montano e smontano strutture, movimentano merci, lavorano all’aperto e affrontano giornate molto lunghe. Il Comune non può modificare da solo le regole previdenziali, ma può chiedere alle istituzioni competenti di affrontare seriamente la questione. Il voto unanime ci consente di farlo con la voce dell’intero Consiglio comunale.»
Chiara Zappalorto, assessora al Commercio, sottolinea: «Il confronto con le associazioni di categoria è essenziale per comprendere problemi che, quando non vissuti direttamente, rischiano di apparire astratti. Confesercenti e Confcommercio ci hanno posto questioni differenti ma entrambe concrete, la tenuta delle attività di prossimità e le condizioni di lavoro degli ambulanti. Il compito dell’Amministrazione è mantenere aperto questo confronto, lavorare sulle competenze comunali e, quando le decisioni spettano ad altri livelli istituzionali, fare in modo che la voce delle attività economiche della città arrivi fino a quei tavoli.»



