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Chieti

Lanciano, vertenza Pierburg: presidio davanti alla Prefettura

Chieti. Si è svolta, lunedì 12 ottobre la giornata di mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori della Pierburg di Lanciano, con otto ore di sciopero e un presidio davanti alla Prefettura di Chieti, per chiedere garanzie sul futuro dello stabilimento e sui livelli occupazionali. Nel corso della mobilitazione, una delegazione sindacale è stata ricevuta dalla dottoressa Martina Iurescia, capo di gabinetto e vice prefetto aggiunto, alla quale abbiamo rappresentato le ragioni della protesta e le preoccupazioni delle lavoratrici e dei lavoratori.

“Durante l’incontro – si legge in una nota – abbiamo comunicato che è finalmente arrivata la convocazione ufficiale del tavolo ministeriale presso il MIMIT, fissato per il prossimo 19 ottobre. In quella sede ci aspettiamo una presenza chiara e responsabile di entrambe le parti coinvolte nella cessione: Rheinmetall, attuale proprietaria, e Aequita, futuro proprietario dello stabilimento.

Dopo mesi di incontri che non hanno prodotto risposte concrete, non è più accettabile rinviare il confronto o limitarsi a dichiarazioni generiche. Le lavoratrici e i lavoratori hanno diritto di conoscere il proprio futuro. Al tavolo ministeriale pretendiamo risposte precise sul piano industriale, sugli investimenti previsti, sulle produzioni, sulle prospettive del sito di Lanciano e, soprattutto, sulle garanzie occupazionali per i 110 dipendenti.

E’ indispensabile che il confronto del 19 ottobre sia finalmente concreto e produttivo, con la presenza dei soggetti che hanno la responsabilità delle scelte e la disponibilità ad assumere impegni verificabili.

Ringraziamo la Prefettura di Chieti per l’attenzione e il lavoro svolto. La dottoressa Iurescia ha preso atto delle nostre richieste e ha manifestato la disponibilità a sollecitare lo svolgimento di una riunione proficua il prossimo 19 ottobre.

La mobilitazione di oggi conferma la determinazione delle lavoratrici e dei lavoratori a non rassegnarsi all’incertezza. Al MIMIT ci aspettiamo risposte, Rheinmetall e Aequita devono assumersi fino in fondo le proprie responsabilità: il futuro di 110 lavoratrici e lavoratori non può essere lasciato nell’incertezza”.

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