
Chieti. Dopo una settimana complicata vissuta dal territorio della provincia di Chieti ed in particolare dal Vastese colpiti pesantemente da alluvione, smottamenti e interruzioni di molte arterie stradali, l’ennesimo episodio di oggi che riguarda la frana storica di Petacciato, rappresenta l’ulteriore certificazione di fragilità delle nostre infrastrutture e della sempre più evidente mancanza di prevenzione e lungimiranza nonché di poca attenzione alla programmazione in tal senso. La recente instabilità, acuita dalle abbondanti precipitazioni delle scorse ore, ha causato la sospensione del traffico ferroviario tra Termoli e Pescara, a cui si aggiunge quella della viabilità statale con il crollo del viadotto tra Montenero di Bisaccia e San Salvo e della chiusura del tratto autostradale A14 che coinvolge la frana di Petacciato . Tutto questo mette in crisi con gravi conseguenze per il trasporto regionale e nazionale, anche le attività economiche e sociali dell’intera area.
In particolare, numerosi lavoratori si trovano impossibilitati a raggiungere il posto di lavoro o le loro abitazioni a causa delle condizioni dell’area e delle strade compromesse. Difficoltà che pesano considerevolmente sulle famiglie e le imprese locali. Questa situazione di isolamento rischia di compromettere non solo la mobilità, ma anche la sicurezza e il benessere di molti.
La CGIL Chieti è fortemente preoccupata delle ricadute economiche e sociali che ne derivano. In queste ore molte maestranze ci segnalano che il disagio viene gestito in alcune realtà attraverso l’utilizzo di ammortizzatori o il ricorso alle ferie , ma se non vengono intraprese scelte urgenti da parte degli organi competenti, il tema diventerà ancora più preoccupante sul fronte lavoro. La riattivazione della mobilità e del raggiungimento dei luoghi di lavoro o delle altre attività civili, deve rappresentare una urgenza prioritaria.
Siamo dentro un territorio già fortemente provato da criticità come la crisi industriale che segue l’andamento nazionale ormai in flessione da 32 mesi, molte incognite riguardano il costante aumento delle materie prime , l’aumento del gas e dell’elettricità a cui non si può aggiungere anche la crisi della viabilità.
La CGIL Chieti evidenzia ancora una volta, l’elemento essenziale della prevenzione e della programmazione che dovrebbe essere il punto cardine su cui ricostruire oggi per evitare disastri simili domani, senza dimenticarci che, oltre alle arterie principali e di interesse nazionale, la Provincia di Chieti ha subito notevoli danni anche nelle aree interne e nella viabilità cosiddetta “secondaria” ma che spesso rappresenta l’unico modo per collegarsi ai centri maggiori.
Continueremo a seguire da vicino le criticità e nelle prossime ore ci attiveremo per chiedere alle istituzioni competenti l’attivazione di tavoli specifici per affrontare le emergenze occupazionali e sociali.



