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Filcams Cgil Chieti: ‘Non basta essere donna per cambiare la vita delle donne. La politica parli di lavoro, salari e servizi’

Chieti. La Filcams Cgil di Chieti interviene nel dibattito pubblico sulla condizione femminile e chiede alla politica di occuparsi della vita reale delle lavoratrici, a partire da occupazione di qualità, salari dignitosi e servizi per l’infanzia. A parlare è Daniela Primiterra, segretaria generale della Filcams Cgil di Chieti.

«Sono stanca di una politica che parla continuamente delle donne senza parlare mai abbastanza della loro vita reale», dichiara Daniela Primiterra, riferendosi alla discussione sull’abbigliamento femminile, con le uscite di Vannacci sulle gonne e l’intervento di Tajani. «La libertà, quella vera, non è soltanto poter indossare una gonna corta o una gonna lunga. È poter scegliere della propria vita, e per scegliere bisogna avere un lavoro dignitoso, un reddito, una casa, dei servizi».

La Filcams Cgil di Chieti richiama all’attenzione la quotidianità di tante lavoratrici fatta di turni che iniziano all’alba, difficoltà a conciliare gli orari di lavoro con quelli dell’asilo, part-time non scelto, stipendi che non bastano. Situazioni che, sottolinea Primiterra, riguardano anche le donne con figli disabili lasciate sole e chi vorrebbe uscire da una relazione violenta ma non ha l’autonomia economica per farlo.

Pur riconoscendo il valore simbolico di una donna alla guida del governo «non basta essere una donna per cambiare la vita delle donne. La politica va misurata non sulle parole, non sulle dichiarazioni, non sulle celebrazioni, ma sulla vita delle persone».

L’invito è quello di non ridurre il confronto pubblico al solo tema dell’immigrazione, che «deve essere affrontato seriamente, con responsabilità e senza semplificazioni», e a dare più spazio a costo della vita, affitti, bollette, salari e lavoro povero. Da qui la richiesta di un impegno concreto contro l’evasione fiscale e per una più equa distribuzione della ricchezza. «Non c’è bisogno di una guerra tra poveri, non vogliamo che una lavoratrice italiana pensi che il problema sia la lavoratrice straniera».

Netto anche il giudizio sull’appello rivolto alle donne a essere sempre più forti. «Alle donne non venga chiesto di essere sempre più forti. C’è bisogno di una società che renda loro la vita meno difficile. La forza delle donne non deve diventare una scusa per lasciarle sole».

Alle istituzioni la Filcams Cgil di Chieti chiede infine più occupazione femminile di qualità, il contrasto al part-time involontario, salari dignitosi, servizi per l’infanzia, welfare, sostegno alle donne vittime di violenza, autonomia economica e luoghi di lavoro liberi da molestie, discriminazioni e ricatti. Chiede infine che le istituzioni visitino i luoghi di lavoro e incontrino le lavoratrici, comprese quelle che vivono con 500, 700 o 900 euro al mese.

«Come Filcams Cgil di Chieti continueremo a esserci», conclude Primiterra, «non per parlare al posto delle donne, ma per dare forza alla loro voce».

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