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Chieti

Festa del CONI Chieti, interviene Alessio Matarazzo

Chieti. “Il riconoscimento alla tifoseria, nato con un intento inclusivo e positivo, è un gesto da condividere pienamente. Proprio per questo, chi ricopre ruoli di vertice nelle istituzioni civili e sportive, ha il dovere di garantire che, un’iniziativa di tal profilo non sia inquinata da fatti e persone inconciliabili con i valori che lo sport rappresenta.

La scelta di affidare il ritiro del premio a persone temporaneamente escluse dalla vita sportiva per violazioni di legge ha generato un evidente cortocircuito istituzionale che si sarebbe potuto e dovuto evitare.

Curare ogni particolare di un evento pubblico organizzato sotto le insegne della massima istituzione sportiva e con il patrocinio e la collaborazione organizzativa di enti locali, richiede una scrupolosa attenzione, proveniente da competenza e capacità, che sono fondamentali proprio per evitare gaffe…per esser buoni, come quella avvenuta a Chieti.

Le dimissioni rassegnate dal responsabile provinciale del CONI, erano inevitabili e rappresentano comunque un atto di responsabilità. Ora è necessario, senza tentennamenti, ripartire ristabilendo un clima di serenità e condivisione delle scelte che tuteli innanzitutto l’immagine delle nostre istituzioni.

L’impulso per voltare pagina, senza minimizzare, ma con la consapevolezza ed il senso di responsabilità di chi sa che bisogna andare avanti viene dalle parole del Presidente nazionale Luciano Buonfiglio: “di fronte a fatti di questa gravità, servono decisioni immediate e nette”. È dunque il tempo di scrivere una nuova pagina.

Nell’anno in cui Chieti è Città dello Sport, sarebbe stato auspicabile un coordinamento più attento tra amministrazione comunale e rappresentanza locale delle istituzioni sportive. È chiaro che non c’è stato e quanto avvenuto dopo è anche peggio della mancata organizzazione che ha portato all’episodio che non può che condannarsi senza se e senza ma.

Non si tratta di ricercare colpe, ma di essere consapevoli che elaborato l’errore, si deve cambiare passo per non tornare a sbagliare. Seguendo la linea tracciata dal Presidente Buonfiglio, dobbiamo lavorare insieme per ricostruire fiducia, credibilità e coerenza, perché è ciò che i cittadini si aspettano da chi rappresenta lo sport anche a livello istituzionale.

Abbiamo l’occasione di trasformare un errore in un punto di ripartenza. Per riuscirci servono attenzione, responsabilità e soprattutto competenza: chi rappresenta le istituzioni sportive deve possedere la sensibilità e la preparazione necessarie per prevenire situazioni che possano minare credibilità e fiducia. Solo così ogni iniziativa potrà rispecchiare davvero i valori educativi e sociali dello sport.

Lavoriamo insieme, con unità d’intenti e con la professionalità che i cittadini si aspettano, affinché Chieti – proprio nell’anno in cui è Città dello Sport – possa diventare un esempio di buona pratica istituzionale e di coerenza tra principi e azioni”. Lo afferma Alessio Matarazzo sul caso “Premiazioni CONI” a persone con DASPO da parte del Presidente Provinciale (ormai ex – grazie alle sue dimissioni) Massimiliano Milozzi.

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