
Chieti. “A margine dell’incontro con gli abitanti del quartiere Santa Maria, nuovamente organizzato dal Sindaco, sono emerse due questioni che meritano attenzione e risposte concrete: alcune apparenti contraddizioni nelle misure adottate per la sicurezza nella cosiddetta zona rossa e l’assenza, secondo quanto risulta, di un’adeguata tutela per i cittadini che conducono in locazione le abitazioni interessate dagli sgomberi.
Sicurezza nella zona rossa: chiarire le scelte e valutare gli interventi necessari
È pacifico che la sicurezza dei cittadini residenti rappresenti una priorità e non possa essere sottovalutata dal Sindaco. Tuttavia, alcuni aspetti dell’analisi dei rischi richiedono chiarimenti, in particolare in relazione al preavviso di sgombero notificato ai residenti di un condominio che, per quanto emerso, non presenta lesioni o criticità proprie tali da incidere sulla sua stabilità, ma si trova in prossimità di un muro di cinta appartenente a una proprietà limitrofa, sul quale sono invece presenti lesioni importanti.
In questo quadro, non si comprende perché, a fronte del timore di un possibile crollo del muro, la strada urbana adiacente, percorribile da pedoni e veicoli, non risulti interdetta al transito, mentre si prospetta lo sgombero di un intero condominio. È quindi necessario chiarire quali valutazioni tecniche giustifichino le misure preannunciate e se non sia possibile intervenire direttamente sulla messa in sicurezza del muro, evitando di porre un intero condominio in una condizione di grave difficoltà.
Ricostruzione e sostegni: non si dimentichino gli inquilini
Positiva, invece, è la prossima apertura, presso il Genio Civile, di un ufficio di supporto ai cittadini da parte dell’Ufficio Ricostruzione, con personale dedicato ad assistere i residenti nella comprensione e nella traduzione in atti delle ordinanze e dei provvedimenti commissariali, anche rispetto alle diverse opzioni previste dalla normativa per il ristoro dei proprietari.
Proprio sul fronte delle tutele, tuttavia, emerge una criticità che non può essere trascurata. Mentre per i proprietari degli immobili interessati da sgomberi e demolizioni sono previste diverse forme di ristoro, in relazione alla destinazione dell’abitazione — prima o seconda casa — e alla scelta tra ricostruzione, acquisto di una nuova unità immobiliare o monetizzazione riparativa, non risulta prevista un’analoga misura specifica per gli inquilini costretti a lasciare le abitazioni in locazione.
Anche questa categoria di cittadini può subire un danno economico significativo. La campagna di sgomberi in corso nel quartiere Santa Maria ha infatti determinato un aumento della domanda di abitazioni in affitto, con possibili ripercussioni sui canoni richiesti dal mercato. Gli inquilini che avevano stipulato contratti a condizioni economiche precedenti agli sgomberi rischiano così di dover reperire una nuova casa sostenendo un affitto sensibilmente più elevato, senza aver scelto liberamente di lasciare la propria abitazione.
Per questo è necessario prevedere una forma di sostegno anche per loro, attraverso il rimborso dell’eventuale differenza tra il canone di locazione precedentemente sostenuto e quello della nuova abitazione, qualora più elevato. Una misura che consentirebbe di riconoscere anche agli inquilini le conseguenze economiche subite a causa degli sgomberi e di evitare che il peso della situazione ricada interamente su chi si trova costretto a cercare una nuova sistemazione.
La sicurezza dei residenti e la tutela di tutte le persone coinvolte devono procedere insieme. Da un lato occorre fare chiarezza sulle valutazioni che determinano gli sgomberi e sulle misure concretamente necessarie a garantire la sicurezza; dall’altro è indispensabile che le politiche di sostegno tengano conto non soltanto dei proprietari, ma anche degli inquilini, affinché nessuna categoria di cittadini resti priva di adeguate tutele”.
Si legge così in una nota del consigliere di opposizione del Comune di Chieti, Cristiano Sicari.



