Chieti, voto fuori sede. Salvati: ‘Il centrodestra porta avanti la riforma, la sinistra cambia posizione’
Chieti. “Per anni il voto fuori sede è stato una delle principali battaglie del mondo universitario, sostenuta da campagne e mobilitazioni per garantire agli studenti il diritto di votare senza dover affrontare costosi viaggi verso il comune di residenza.
Oggi questa rivendicazione diventa realtà grazie al percorso di riforma portato avanti dal centrodestra, il cui contributo ritengo meriti di essere riconosciuto.
A far discutere è la posizione del Partito Democratico che, dopo il voto favorevole di luglio, ha scelto l’astensione nel successivo passaggio parlamentare di ottobre.
Una scelta che solleva interrogativi sulla coerenza tra le battaglie sostenute pubblicamente e i comportamenti nelle istituzioni.
Anche il mondo universitario è chiamato a una riflessione: quale risalto hanno dato le associazioni studentesche che per anni hanno rivendicato il voto fuori sede al percorso della riforma? Chi si batte per un diritto dovrebbe saper riconoscere i risultati raggiunti, indipendentemente dal colore politico di chi contribuisce a realizzarli.
Come rappresentante di Azione Universitaria e consigliere della Consulta degli Studenti dell’Università “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara, ritengo che la rappresentanza studentesca debba fondarsi sui fatti, sulla coerenza e sulla capacità di mettere gli interessi degli universitari al di sopra delle appartenenze politiche.
Il voto fuori sede è una conquista per gli studenti, non una bandiera di partito. Il suo valore non cambia in base al colore politico di chi ne porta avanti il percorso”. Lo afferma Federico Salvati, rappresentante degli studenti della list Azione Universitaria e consigliere della Consulta degli Studenti dell’Università “G. d’Annunzio”.



