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Chieti

Chieti, Scuola Antonelli’: la classe 3B premiata al concorso UDI ‘Immagini amiche/nemiche delle donne’

Chieti. Anche quest’anno, per la terza volta consecutiva, la Scuola secondaria di primo grado “V. Antonelli”, dell’Istituto comprensivo 3 di Chieti, è stata premiata nell’ambito del concorso “Immagini amiche/nemiche delle donne”, organizzato dall’UDI (Unione Donne in Italia).

Il concorso rivolto agli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado abruzzesi è stato un’occasione per riflettere sulla parità di genere, sugli stereotipi e le relazioni affettive attraverso la realizzazione di poesia, disegni, video e canzoni. La premiazione si è tenuta presso l’Istituto comprensivo 4 di Pescara, partner dell’iniziativa, il 5 giugno 2026.

Gli alunni della classe 3 B della Antonelli, già premiati in prima e seconda, coordinati dalle professoresse Marianna Bocchino e Concetta Fuschi, hanno ottenuto un riconoscimento importante, dimostrando una grande sensibilità rispetto alle tematiche proposte e approfondite.

L’elaborato vincitore, apprezzato per la sua originalità e la sua complessa articolazione, consiste in una rivista nata da un innovativo processo in cui l’Intelligenza artificiale funge da strumento di analisi e sintesi per valorizzare una base documentale raccolta dagli alunni. Il mondo reale è stato messo a confronto con quello “social” dei ragazzi attraverso riflessioni, esperienze dirette, racconti, sondaggi e interviste impossibili. Il lavoro include anche “Il catalogo per la sopravvivenza agli stereotipi”, presentato come strumento educativo e sociale d’avanguardia con l’obiettivo di proporre un modello culturale fondato sul rispetto e sull’inclusione.

Alla realizzazione della rivista hanno partecipato anche diverse scuole europee, partner del progetto eTwinning che ha coinvolto la 3B durante tutto l’anno scolastico. Si è trattato di un grande successo di impatto significativo, nella promozione della parità di genere e nella demolizione del concetto di solitudine perché, come è stato sottolineato dai ragazzi della 3B, “Stare soli non significa essere esclusi così come essere connessi non significa sentirsi meno soli; ciò che conta davvero è sentirsi ascoltati e rispettati”.

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