
Chieti. “Coltivare il futuro: Geologia e Archeologia per la sicurezza alimentare” è il tema che sarà al centro di un convegno in programma sabato, 20 giugno prossimo, alle ore 18:00, presso l’Auditorium del Museo universitario della “d’Annunzio”.
A confrontarsi e ad illustrare come le Scienze della Terra e l’Agroecologia, coniugate insieme, possano rappresentare due potenti strumenti per assicurare e massimizzare le produzioni, senza compromettere le risorse naturali, riducendo gli impatti sui territori e rispettando le identità sociali e culturali, saranno Docenti dell’Università degli Studi “Gabriele d’Annunzio” di Chieti-Pescara, dell’Università “La Sapienza” di Roma ed esperti di cooperazione internazionale. L’evento, che gode del patrocinio del Lions Club Chieti Host, di ISCOS Istituto Sindacale per la Cooperazione allo Sviluppo e del CIHEAM Bari, Centro Internazionali alti Studi Agronomici Mediterranei., sarà chiuso dall’intervento del Presidente Nazionale del WWF, Luciano Di Tizio.
“È un incontro/confronto tra Geologi, Agronomi e rappresentanti di Organismi Internazionali su un argomento di grande attualità. – spiega il Professor Mario L. Rainone, Docente di Geologia applicata presso il Dipartimento di Scienze della “d’Annunzio”, che ne ha curato l’organizzazione – La sicurezza alimentare, ovvero il diritto di ogni persona ad avere accesso a cibo sufficiente, nutriente e sostenibile è un tema che riguarda il presente e il futuro delle nostre società. Parlare di sicurezza alimentare significa affrontare questioni che vanno oltre la produzione agricola, significa riflettere sulla giustizia sociale, sulla sostenibilità ambientale, sulla resilienza dei sistemi alimentari e sulla responsabilità condivisa di governi, imprese, comunità e cittadini. L’evento – conclude il Professor Rainone – costituisce un “numero zero” per altre iniziative su questa complessa e articolata tematica che rappresenta, peraltro, un nuovo orizzonte per i nostri studenti di Scienze Geologiche. La sicurezza alimentare, infatti, necessita di queste figure professionali, soprattutto per contribuire a mitigare gli impatti del cambio climatico sui territori attraverso efficaci piani di adattamento”.



