Quindi medici a Teramo, cinque a Sant’Omero: la pediatria che nessuno guarda. L’intervento
Il Comitato civico chiede che il rinnovo delle cariche dell'Unione dei Comuni della Val Vibrata avvenga sui contenuti - e che la sanità torni finalmente al centro

Sant’Omero. Quindici medici più il primario al reparto di Pediatria dell’ospedale Mazzini di Teramo, contro quattro medici più il responsabile all’ospedale Val Vibrata di Sant’Omero.
È la disparità nelle dotazioni organiche evidenziata dal Comitato Civico per la tutela dell’Ospedale Val Vibrata e della sanità pubblica, che torna ad accendere i riflettori sulle condizioni della sanità del territorio.
Secondo il Comitato, i due reparti appartengono alla stessa Azienda sanitaria e sono Unità Operative omogenee, ma presentano una dotazione di personale con un rapporto di circa tre a uno. Una situazione che, a giudizio dell’organismo civico, rende particolarmente complessa la gestione dei turni a Sant’Omero.
«A Sant’Omero la copertura dei tre turni nelle ventiquattro ore diventa un esercizio di equilibrismo quotidiano, mentre a Teramo la stessa organizzazione risulta agevole», sostiene il Comitato, che pone quindi una domanda alla dirigenza della Asl: «Come è possibile una disparità di questa portata? E come ha potuto la dirigenza dell’azienda, a cominciare da quella del Dipartimento materno-infantile, avallare una situazione del genere?».
La presa di posizione arriva in concomitanza con il rinnovo delle cariche apicali dell’Unione dei Comuni della Val Vibrata, chiamata a individuare il nuovo presidente e il vicepresidente. Per il Comitato, l’occasione dovrebbe essere utilizzata per riportare la sanità tra le priorità dell’ente sovracomunale.
«La sanità torni al centro dell’azione dell’Unione»
Secondo il Comitato, nei precedenti mandati la questione sanitaria non sarebbe stata affrontata con sufficiente determinazione, soprattutto rispetto alle decisioni che hanno inciso sull’ospedale di Sant’Omero.
«È mancata un’adeguata attività di critica e di contrasto verso provvedimenti pesantemente penalizzanti per la sanità vibratiana», afferma il Comitato, citando in particolare il ridimensionamento dell’ospedale e la soppressione della UOC di Ostetricia-Ginecologia.
L’organismo civico lamenta inoltre il mancato svolgimento del Consiglio dell’Unione nonostante una richiesta formale presentata da una parte dell’assemblea e una precedente promessa di convocazione formulata dalla presidente Cristina Di Pietro durante l’assemblea pubblica organizzata dal Comitato lo scorso marzo.
Le richieste ai sindaci
Il Comitato indica quindi alcune delle iniziative che, a suo giudizio, l’Unione dei Comuni potrebbe intraprendere: dal controllo degli atti della Asl e della Regione alla richiesta di interventi concreti per migliorare l’assistenza sanitaria sul territorio.
Tra le questioni sollevate c’è la Lungodegenza, con 12 posti letto che, secondo il Comitato, potrebbe aumentare la capacità di ricovero dell’ospedale. Viene inoltre richiamata la situazione dei pazienti in Osservazione Breve, attualmente accolti in uno spazio del Pronto Soccorso ritenuto inadeguato, nonostante la disponibilità dei locali dell’ex modulo Covid.
Infine, il Comitato torna sulla questione degli organici, chiedendo ai sindaci della Val Vibrata di assumere una posizione rispetto alle differenze di personale tra strutture omogenee della stessa azienda sanitaria.
«Serve un impegno verificabile»
Per il Comitato Civico, il rinnovo dei vertici dell’Unione dei Comuni rappresenta dunque un possibile punto di svolta.
«La sanità deve tornare al centro dell’attenzione e dell’attività dell’Unione dei Comuni – conclude il Comitato – non come semplice voce di un programma, ma come impegno verificabile nei fatti».



