
Pescara. Arrivate le prime condanne per il processo Tana delle Tigri, relativo all’inchiesta sul giro di tangenti e droga per gli appalti sui lavori pubblici del comune di Pescara.
Condannato a 2 anni, con pena sospesa, Fabrizio Trisi, architetto e dirigente dell’ufficio comunale Lavori Pubblici, ritenuto figura chiave dell’intera inchiesta, accusato di corruzione per l’esercizio della funzione e turbativa d’asta
Il Giudice per le indagini preliminari, Maria Carla Sacco, ha comminato la stessa pena anche all’imprenditore Vincenzo De Leonibus.
Secondo l’accusa, Trisi avrebbe agevolato l’imprenditore De Leonibus nell’ottenere affidamenti diretti e appalti di manutenzione stradale superiori a 100 mila euro tra il 2020 e il 2023. In cambio, l’imprenditore avrebbe consegnato somme di denaro al dirigente e pagato la cocaina poi consumata insieme all’interno degli stessi uffici comunali.
Assolti, perché il fatto non sussiste, la società di De Leonibus e Tommaso Catani, ritenuto beneficiario dei favori di Trisi a guida della commissione di un concorso pubblico.
Condannati a 11 mesi, dopo il patteggiamento, Vincenzo Ciarelli e Pino Mauro Marcaurelio, ritenuti i fornitori della droga per Trisi, e sottoposti alla prova i due impiegati comunali Jairo Ricordi e Gianluca Centorame.
Assolto, perché il fatto non sussiste, il presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri, coinvolto nell’inchiesta per una cena elettorale finanziata da De Leonibus per 400 euro.
Per Sospiri anche il pubblico ministero Anna Benigni aveva chiesto l’assoluzione per insufficienza di prove. “Ed invece il giudice ha chiarito meglio – ha dichiarato all’uscita dall’aula il legale di Sospiri, Ernesto Torino Rodriguez – stabilendo l’insussistenza del fatto. Per noi una grande soddisfazione anche perché il presidente aveva deciso con estrema discrezione di non rilasciare mai dichiarazioni in merito decidendo di difendersi all’interno delle aule di Tribunale”.



