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Abruzzo

Abruzzo, 60.900 lavoratori irregolari e un sommerso che pesa il 13,4% del valore aggiunto

Abruzzo. In Abruzzo gli occupati non regolari sarebbero 60.900 e il tasso di irregolarità raggiungerebbe l’11,2%, contro il 10,0% della media italiana.

Non solo. Il sommerso pesa: l’economia non osservata varrebbe il 13,4% del valore aggiunto regionale, contro l’11,3% in Italia. “Sono dati preoccupanti. Da qui, bisogna partire: recuperando l’evasione, si libererebbero risorse da restituire ai lavoratori con un alleggerimento fiscale, in linea con la proposta di legge di AVS di Restituzione Fiscale”. Così Daniele Licheri, leggendo tra le righe del report pubblicato dalla Cgia di Mestre sul ruolo dei Comuni nella lotta all’evasione. Sempre dal report della Cgia di Mestre, infatti, emerge che nel 2023 in Abruzzo sarebbero stati evasi 2.338 milioni di euro di imposte e contributi, pari a 14,3 euro ogni 100 di gettito incassato: in Italia sono 12,1, nel Mezzogiorno 17,7. A livello nazionale l’evasione è stimata in 107 miliardi l’anno e gli occupati irregolari sono oltre 2,6 milioni, di cui 979.500 nel Mezzogiorno.

A fronte di questi numeri, la lotta all’evasione dei Comuni sarebbe quasi inesistente. Nel 2024 i Comuni italiani avrebbero fatto emergere appena 5 milioni di euro e, dei circa 7.900 Comuni, solo 304 (il 3,8%) hanno ottenuto il contributo previsto per le segnalazioni qualificate all’Agenzia delle Entrate. In Abruzzo, su 305 Comuni, risulterebbe solo Pescara, per un importo di 1.337,94 euro. Il report ricorda che la quota delle somme recuperate che spetta ai Comuni, dopo il 50% in vigore dal 2022, da quest’anno è tornata al 100%.

“I numeri della Cgia dicono che l’Abruzzo ha più lavoro irregolare e più evasione della media italiana, mentre sul contrasto all’evasione i Comuni abruzzesi sono quasi assenti -avverte Daniele Licheri, segretario regionale di Sinistra Italiana Abruzzo -. Parliamo di giustizia sociale: l’evasione scarica il peso del fisco su chi le tasse le paga fino all’ultimo centesimo, a partire da lavoratori e lavoratrici”.

Anche con questo, con la lotta all’evasione, si recupererebbero risorse per alleggerire le tasse sui lavoratori, secondo il pacchetto di proposte di Restituzione Fiscale, presentato a livello nazionale da AVS.

“Come principio, recuperare evasione, insieme a un contributo da parte delle grandi ricchezze, serve a creare lo spazio per alleggerire le tasse su chi lavora -spiega Licheri -. È l’impostazione della proposta Restituzione Fiscale di Alleanza Verdi e Sinistra, che con la riforma dell’IRPEF e una patrimoniale sulle ricchezze superiori ai 5,4 milioni di euro punta a spostare il carico fiscale dal lavoro alla rendita: il 98% dei contribuenti ne beneficerebbe con un alleggerimento fiscale”.

In sintesi, la “Restituzione Fiscale” di AVS è un pacchetto di due proposte di legge. La prima sostituirebbe le attuali aliquote IRPEF con un’unica formula continua e progressiva: pagherebbe meno IRPEF chi ha un reddito lordo sotto i 90mila euro, il 98% dei contribuenti; ad esempio per chi guadagna tra 20mila e 40mila euro il taglio medio sarebbe del 29%, circa 1.200 euro l’anno, cioè intorno a 100 euro al mese. La seconda è una patrimoniale che riguarda solo i patrimoni netti sopra i 5,4 milioni di euro, lo 0,1% più ricco del Paese. Il costo della riforma, 22 miliardi l’anno, sarebbe coperto per 15 miliardi dalla patrimoniale e per 7 dal recupero dell’evasione.

 

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