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Abruzzo

Nuove tecnologie nucleari: gli spunti emersi dalla conferenza di Confindustria

Abruzzo. Oltre 400 reattori nucleari operativi nel mondo, più di 60 in costruzione, oltre 2 miliardi di euro di commesse industriali italiane nel settore della fusione, fino a 1.000 imprese potenzialmente coinvolgibili nella filiera del nuovo nucleare.

Sono numeri che raccontano una trasformazione energetica e industriale già in corso, nella quale il nucleare torna a essere protagonista delle strategie internazionali e un’opportunità concreta per il sistema produttivo italiano ed abruzzese.

L’Italia, pur non disponendo oggi di impianti nucleari per la produzione elettrica, conserva competenze scientifiche, tecnologiche e industriali di primo piano: è seconda soltanto alla Francia per partecipazione alla European SMR Industrial Alliance e vanta un patrimonio di ricerca e innovazione riconosciuto a livello internazionale. Un potenziale che, insieme alla crescita degli investimenti e allo sviluppo delle nuove tecnologie, apre prospettive significative per la competitività delle imprese, la formazione di nuove professionalità e la costruzione di filiere industriali.

In questo scenario, la sfida della transizione energetica richiede un approccio tecnologicamente neutrale, capace di coniugare decarbonizzazione, sicurezza degli approvvigionamenti e sostenibilità dei costi. È in questa prospettiva che si inserisce RESAC2026 – Nucleare 2.0: innovazione, sicurezza e sviluppo industriale, la quinta edizione del convegno promosso dalla Sezione Energia di Confindustria Abruzzo Medio Adriatico, in collaborazione con Confindustria Energia, che si è svolta oggi all’Aurum di Pescara, mettendo a confronto istituzioni, ricerca e industria sulle prospettive del nuovo nucleare e sulle opportunità per il sistema Paese.

Obiettivo: approfondire il contributo che le nuove tecnologie nucleari possono offrire alle strategie energetiche e industriali italiane ed europee. Da nuovi modelli di reattori alle prospettive della filiera nazionale, il dibattito ha affrontato gli aspetti tecnologici, regolatori, economici e occupazionali di una possibile nuova stagione del nucleare.

Il contesto italiano ed europeo

Il dibattito sul nucleare si inserisce oggi in un contesto profondamente diverso rispetto al 1987, anno del referendum in Italia. La sfida attuale infatti riguarda la sicurezza degli approvvigionamenti e l’autonomia energetica del Paese, condizioni indispensabili per sostenere una strategia di sviluppo industriale e riportare l’Italia ad essere uno dei Paesi più competitivi d’Europa.

Negli ultimi decenni, l’evoluzione tecnologica ha reso il settore nucleare significativamente più sicuro grazie ai progressi nella ricerca sui materiali, all’innovazione dei sistemi di controllo e alla digitalizzazione della sicurezza. L’impiego dell’intelligenza artificiale, attraverso il monitoraggio continuo, l’analisi dei dati e le capacità predittive, contribuisce inoltre a rafforzare la prevenzione dei rischi e l’affidabilità degli impianti.

Tecnologia e dati

A rendere particolarmente attuale il confronto sono anche i progetti industriali che stanno prendendo forma a livello europeo. Prospettive europee che trovano spazi di sviluppo anche in Polonia, dove è stato avviato un ambizioso programma che prevede la realizzazione di due grandi centrali, per una capacità complessiva di 6-9 GW, affiancato dallo sviluppo di piccoli reattori modulari (SMR). Un piano di investimenti che apre importanti opportunità di collaborazione per la filiera italiana, in particolare nei settori della componentistica, dell’ingegneria, dei sistemi di sicurezza e della sensoristica.

I temi e i contributi del confronto

Ad aprire i lavori è stato Cristiano D’Ortenzio, Presidente della Sezione Energia di Confindustria Abruzzo Medio Adriatico, che ha sottolineato l’importanza di promuovere un confronto concreto e basato su competenze scientifiche e industriali: “Il tema del nucleare deve essere affrontato con serietà, pragmatismo e neutralità tecnologica. È importante creare occasioni di dialogo tra istituzioni, imprese e mondo della ricerca per comprendere le tecnologie disponibili, valutarne le prospettive e approfondire le opportunità che possono aprirsi per il sistema industriale. La vera sfida non riguarderà soltanto la costruzione degli impianti, ma soprattutto la capacità di costruire una filiera industriale nazionale, formare nuove professionalità, investire nella ricerca e creare opportunità di crescita per le imprese, anche abruzzesi. Le imprese hanno bisogno di energia sicura, disponibile e a costi sostenibili. Ogni tecnologia che può contribuire a questo obiettivo merita di essere valutata con rigore scientifico. La nostra regione dispone di competenze industriali, imprese altamente specializzate, società di ingegneria, centri di ricerca e università che potrebbero trovare nuove opportunità di sviluppo all’interno delle future filiere energetiche.”

“Sono particolarmente contento di avere contribuito ad organizzare un evento che, grazie anche alla presenza di esperti e tecnici tra i più importanti e qualificati nel Paese, può offrire un contributo rilevante nel dialogo – e nel “progetto”- sul futuro energetico del Paese” ha aggiunto Umberto Sgambati, Vicepresidente di Confindustria Abruzzo Medio Adriatico e Presidente di Proger, in chiusura lavori: “L’ Energia, così come l’ Acqua, è un’ “ingrediente chiave” per garantire uno sviluppo socioeconomico davvero sostenibile, e penso che Confindustria Abruzzo Medio Adriatico stia operando al meglio e nella giusta direzione per coinvolgere e sensibilizzare aziende e territorio”.

Un panel di assoluto livello che ha visto tra gli ospiti Gilberto Pichetto Fratin, Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica – che non ha voluto mancare all’appuntamento ed ha inviato un videomessaggio – , Nicola Campitelli, Consigliere della Regione Abruzzo delegato per l’Energia, Modestino Colarusso, Direttore Generale di Confindustria Energia e Andrea Andreuzzi, Senior Advisor Energia e Sviluppo Sostenibile di Confindustria. Il primo intervento tecnico, affidato a Nicola Ippolito, Direttore della Divisione nucleare del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, ha riguardato il nuovo nucleare nella strategia energetica e industriale italiana, con un quadro normativo e prospettive di sviluppo. Stefano Monti, Presidente dell’Associazione Italiana Nucleare – AIN, ha approfondito l’evoluzione tecnologica, il mercato e le opportunità per l’industria italiana.

La sessione dedicata alla ricerca e all’innovazione per il nucleare del futuro, con tavole rotonde che sono state costruite anche attraverso domande e spunti di approfondimento finalizzati ad affrontare in maniera concreta i temi della sicurezza, della ricerca, delle tecnologie SMR e AMR, della governance del settore, delle competenze e delle opportunità industriali per il Paese, ha visto gli interventi di Alessandro Dodaro, Direttore del Dipartimento Nucleare di ENEA, sullo stato dell’arte e sulle traiettorie tecnologiche, Francesca Ferrazza, Head of Magnetic Fusion Initiatives di Eni, sulle sfide della fusione e sul futuro della tecnologia, Giuseppe Zollino, Professore di Impianti Nucleari dell’Università di Padova e Senior Advisor Proger e Alberto Pagnani, Direttore Ricerca, Sviluppo e Innovazione Tecnologica Edison, sulle prospettive di sviluppo e innovazione.

Spazio anche alla governance del nucleare tra futuro e autorità e territori, con Franco Cotana, Amministratore Delegato di RSE S.p.A., che ha approfondito il tema della governance e del ruolo dei soggetti coinvolti nello sviluppo del settore.

La sessione dedicata alle condizioni per lo sviluppo del nuovo nucleare ha affrontato sicurezza, competenze, investimenti e capitale umano, con i contributi di Flaviano Bruno, Direttore Ingegneria e Nuove Tecnologie SOGIN, Luca Cretara, Funzionario Tecnico ISIN – Servizio attività di sicurezza nucleare, salvaguardie e protezione fisica e Marco Ricotti, Docente di Impianti Nucleari del Politecnico di Milano e Presidente CIRTEN – Consorzio Interuniversitario per la Ricerca Tecnologica Nucleare.

A seguire, Chicco Testa, Vicepresidente di Proger S.p.A., ha approfondito il tema della cooperazione internazionale e delle esperienze di collaborazione nello sviluppo del nuovo nucleare. Infine, Elisabetta Caprino, Direttrice generale della Camera di Commercio e dell’Industria Italiana in Polonia (CCIIP), ha illustrato le prospettive offerte dal mercato polacco, tra i più dinamici in Europa per lo sviluppo del nuovo nucleare.

Presente al convegno anche il Direttore generale di Confindustria Abruzzo Medio Adriatico, Luigi Di Giosaffatte.

I lavori sono stati moderati da Michele Romano, giornalista del Sole 24 Ore.

L’evento si è svolto in partnership con FiberCop, con il sostegno del main sponsor Proger e degli sponsor Andreoli Associati e Edison.

 

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