Fabiana Piccioni: nel 2027 il processo per la morte della donna di Giulianova
Rinviato a giudizio un artigiano 59enne albanese

Giulianova. Si aprirà nel 2027 il processo per la morte di Fabiana Piccioni, la 46enne giuliese trovata senza vita, con il corpo parzialmente carbonizzato, il 9 gennaio 2025. Il Gup del Tribunale di Teramo, Lorenzo Prudenzano, ha disposto il rinvio a giudizio di un artigiano albanese di 59 anni, accusato di spaccio di sostanze stupefacenti e soppressione di cadavere.
La decisione è arrivata al termine dell’udienza preliminare, accogliendo la richiesta della Procura di Teramo. Secondo l’accusa, sostenuta dal pubblico ministero Greta Aloisi, l’uomo avrebbe ceduto alla donna la droga che avrebbe provocato il malore fatale, per poi dare fuoco al corpo.
Tra gli elementi raccolti dagli investigatori figura anche la presenza del Dna dell’imputato sul corpo della vittima.
Il 59enne, difeso dall’avvocato Antonello Di Biagio, si dichiara innocente e ha scelto di affrontare il dibattimento, escludendo il ricorso a riti alternativi. La difesa contesta la ricostruzione accusatoria e ritiene insufficienti gli elementi raccolti durante le indagini.
I familiari di Fabiana, che hanno accolto positivamente il rinvio a giudizio, si costituiranno parte civile con gli avvocati Francesco Manisco e Antonino Orsatti.
Il processo dovrà fare piena luce sulle circostanze della morte della 46enne, una vicenda che ha profondamente colpito la comunità di Giulianova, dove Fabiana era conosciuta anche per il suo impegno nella vita cittadina.



