Alba Adriatica, acquisizione Cinema Aurora: il centrodestra “boccia” l’operazione
La nota di Fratelli d'Italia, Noi Moderati e Lega: "Fumo negli occhi, costi occulti e dubbi sulla legittimità"

Alba Adriatica. Si accende la discissione attorno al discusso progetto di recupero e traslazione volumetrica di quello che era stato il Cinema Aurora. Progetto edilizio unitario approvato, con i soli voti della maggioranza, nel corso dell’ultima seduta del consiglio comunale di Alba Adriatica.
Ed è una posizione molto critica, ricca di perplessità, quella che emerge dalla nota diffusa dal centrodestra di Alba Adriatica (Noi Moderati, Fratelli d’Italia, Lega).
Quella che l’amministrazione comunale tenta di dipingere come una storica operazione di rigenerazione urbana e di restituzione di un bene identitario alla collettività, infatti, finisce sotto il fuoco incrociato del centrodestra e dei gruppi di opposizione, pronti a denunciare una gestione amministrativa opaca, sbilanciata e potenzialmente rischiosa per i conti dell’Ente. Al centro delle critiche vi è l’architettura stessa dell’accordo urbanistico e i suoi risvolti contabili e procedurali.
“L’operazione – lo ricordiamo – prevede che un soggetto privato ottenga la traslazione di volumetrie per edificare nuovi appartamenti (circa undici unità in più su un’area ricevente), a fronte della cessione al Comune dell’immobile di Via Regina Margherita”. Una quadratura del cerchio che, secondo i consiglieri di minoranza che hanno espresso convintamente voto contrario, nasconderebbe pesanti criticità.
Dal parere tecnico alla virata politica: il cortocircuito istruttorio
Il primo nodo gordiano contestato riguarda il netto ribaltamento della linea tecnica rispetto a quella politica. Gli atti parlano chiaro: in un primo momento, l’Ufficio Urbanistica comunale aveva espresso un parere chiaro e prescrittivo ricordando che, in base alle norme vigenti del P.R.G., un’operazione di traslazione volumetrica di questo tipo avrebbe imposto la demolizione del fabbricato cedente. Tuttavia, con una mossa definita dai critici come una forzatura per evitare di lasciare l’area in uno stallo urbanistico, la Giunta è intervenuta con un atto d’indirizzo ad hoc per tentare di blindare la conservazione dell’immobile, attribuendogli d’imperio una valenza storico-culturale prima ancora che la cessione e la presa in carico fossero perfezionate. Un cambio di passo che, secondo l’opposizione di centrodestra albense, scavalca le valutazioni oggettive degli uffici tecnici e apre a seri interrogativi sulla regolarità procedurale.
Il “pasticcio” dei costi di demolizione e il rischio per le casse comunali
È sul fronte economico che l’opposizione in consiglio e i segretari dei partiti di Fratelli d’Italia, Noi Moderati e Lega compatti alzano le barricate. Nelle carte contabili preliminari, i costi per la demolizione e la gestione degli inerti dell’ex cinema sono stati stimati in 35.362,42 euro. Una cifra bollata dal centrodestra come totalmente irrealistica e velleitaria. “La realtà dei fatti – denunciano – è che l’amministrazione sta incamerando un immobile gravato da enormi criticità strutturali, la cui demolizione o il cui eventuale recupero richiederà risorse pari almeno al triplo di quelle stanziate, senza contare la bonifica e le opere provvisorie in un’area urbana densamente frequentata”. Il timore concreto è che il Comune si ritrovi sul groppone un’opera incompiuta o un “passivo” mostruoso, finanziato con la speranza aleatoria di intercettare fondi pubblici futuri, violando di fatto i princìpi di prudenza e pareggio di bilancio.
Perequazione sbilanciata a favore del mattone privato
Nel mirino finisce anche il presunto sbilanciamento della perequazione urbanistica. Da un lato, il privato ottiene un corposo vantaggio economico potendo sviluppare nuove volumetrie residenziali di notevole impatto commerciale; dall’altro, la collettività di Alba Adriatica rischia di ereditare un immobile oneroso, privo di una copertura finanziaria solida e certa per la sua reale rifunzionalizzazione. Per il centrodestra, l’intera operazione rischia di trasformarsi in un regalo al cemento privato a spese della cittadinanza, con il pericolo concreto di veder arenata un’area nevralgica della città. Sulla vicenda, la minoranza non esclude di percorrere tutte le strade istituzionali e di controllo – compresi gli organi di riscontro contabile – per veder chiaro in un iter amministrativo che, anziché portare ordine e trasparenza, continua a sollevare più ombre che luci”. (foto elaborata con IA).



