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Emergenza abitativa, il paradosso anche nel Teramano: tanta richiesta e tante case vuote

Silvio Amicucci nuovo responsabile Sunia Teramo

In occasione della presentazione del nuovo responsabile Sunia Teramo, Silvio Amicucci, nella sede della Cgil di Teramo si è parlato anche di disagio abitativo in provincia. 

Alla presenza di Geppino Oleandro del Sunia Abruzzo e Molise, si è rimarcato come il tema dell’emergenza abitativa rappresenti una problematica cruciale e ricca di paradossi nel territorio regionale e provinciale. Da un lato si registrano migliaia di persone in cerca di un alloggio, dall’altro si contano numerosi appartamenti sfitti.

Questa discrepanza colpisce in modo particolare la fascia costiera, dove il disagio abitativo è accentuato dalla scarsità di alloggi disponibili in affitto a canoni accessibili. Nel frattempo, nelle aree interne si registra il paradosso opposto: circa il 70% degli alloggi risulta sfitto, mentre nei capoluoghi e sulla costa l’occupazione arriva a toccare l’80%. A ciò si aggiungono le gravi difficoltà riscontrate all’interno delle case popolari, segnate da incuria, scarsa manutenzione e sacche di disagio sociale.

Sul fronte dei numeri, la regione fa i conti con una platea di circa 6.000 famiglie in attesa di un alloggio, a fronte di risposte che coprono a malapena il 10% del fabbisogno. Per affrontare questa crisi, viene invocata una strategia duplice:  “Da una parte va incentivato lo sviluppo di nuove costruzioni e di nuovi alloggi recuperando gli alloggi sfitti”, e dall’altra occorre “sostenere il mercato dell’affitto privato introducendo incentivi fiscali e contrastando fenomeni di speculazione e abbandono degli immobili”.

Un ulteriore fattore critico è rappresentato dall’emergenza sfratti. Tra il 2021 e il 2026 si contano oltre 6.000 provvedimenti esecutivi in tutta la regione Abruzzo. Nella maggior parte dei casi (il 95%), spiega l’intervistato, si tratta di “morosità incolpevole”, ovvero di famiglie costrette a scegliere se pagare l’affitto, comprare da mangiare o vestire i propri figli.

“L’emergenza abitativa è ormai un fenomeno nazionale, ma nella provincia di Teramo rischia di diventare ancora più grande proprio perché abbiamo una scarsa operatività dell’Ater”, ha rimarcato Amicucci. 

Nonostante gli attuali operatori facciano “miracoli” per far fronte alle richieste, la forte riduzione del personale impone un intervento immediato da parte della Regione, ha proseguito Amicucci nella sua analisi. Tra le richieste avanzate figura una profonda riforma dell’ente volta alla regionalizzazione e al potenziamento strutturale.

Infine, un capitolo fondamentale riguarda gli studenti e l’evoluzione del settore edilizio: “Per quanto riguarda gli studenti il problema rischia di diventare sempre più pesante”, in un contesto in cui si assiste al passaggio storico da una logica di costruzione basata sul “tanto e male” a modelli orientati alla qualità e al rispetto dei parametri di sicurezza e risparmio energetico (le cosiddette regole delle tre A: antisismico, antiacustico e risparmio energetico), i quali tuttavia incidono inevitabilmente sui costi finali degli affitti”.

 

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