Protesta fotocopia nel cantiere: trovato accordo con operai sull’impalcatura VIDEO

Torricella Sicura. A ventiquattro ore di distanza dal dramma dei tre operai egiziani, il cantiere della ricostruzione in regime di Superbonus a Piano Grande di Torricella Sicura, in provincia di Teramo, è stato teatro di una seconda, protesta-fotocopia.
Questa mattina una decina di lavoratori italiani è salita sulla medesima impalcatura per rivendicare stipendi arretrati da circa settemila euro ciascuno.
Sul posto si è subito riaperta una serrata trattativa, stavolta condotta dal segretario generale interregionale Abruzzo-Molise della Filca Cisl, Giancarlo De Sanctis, insieme alle forze dell’ordine.
Un intervento risolutivo che ha permesso prima di far scendere gli operai dalla balconata mettendoli in sicurezza, poi di sbloccare la situazione sul piano economico. “L’impresa committente di Torricella, Casa Attiva, coscienziosamente e pur avendo già saldato tutti gli stati di avanzamento lavori, si è fatta carico direttamente di versare un acconto immediato di 2.000 euro con bonifico a ogni singolo lavoratore”, ha spiegato De Santis. Una scelta di responsabilità dell’azienda teramana per supplire alla totale assenza del subappaltatore di Modugno, in provincia di Bari, “completamente scomparso dalla circolazione”.
Oltre all’emergenza economica, la trattativa ha fatto emergere contorni inquietanti sulla gestione della ditta pugliese. “Parliamo di un’azienda che non sembra affatto in regola”, ha denunciato il segretario della Filca Cisl. “Abbiamo scoperto che i lavoratori erano stati licenziati diverse settimane fa a loro insaputa, continuando a lavorare ignari di tutto. Avvieremo tutte le verifiche su Cassa Edile, Inps e Inail per rifarci sulle differenze retributive spettanti”.
L’impresa ‘Casa Attiva‘ ha proposto la riassunzione diretta di tutte le maestranze edili senza più passare da intermediari, un’offerta su cui i lavoratori rifletteranno dopo aver incassato l’acconto. Un respiro di sollievo per padri di famiglia rimasti da mesi senza stipendio e fortemente indebitati, come loro stessi hanno riferito, ma il sindacato lancia un allarme sull’effetto contagio nell’intera provincia. “La ditta barese ha altri cantieri nel Teramano e molti edili, compresi altri operai del gruppo egiziano ripartiti ieri, si trovano nelle stesse condizioni. Il rischio che simili proteste estreme si ripetano nelle prossime ore è purtroppo concreto”.
UGL SALUTE «Quanto accade nel cantiere di Piano Grande a Torricella Sicura non è un semplice fatto di cronaca. Ieri tre lavoratori sono saliti su un’impalcatura minacciando di gettarsi nel vuoto; oggi sono dieci, con altri in arrivo, a rivendicare circa 70mila euro di retribuzioni non corrisposte, raccontando di vivere con le utenze staccate.»
Così Stefano Matteucci, Segretario regionale UGL Salute Abruzzo e componente dell’Osservatorio sulla sicurezza nei luoghi di lavoro:
«È l’ennesima prova di un sistema di subappalti a catena in cui la responsabilità si diluisce fino a ricadere su chi lavora. Se un lavoratore deve salire su un ponteggio per farsi ascoltare, la filiera dei controlli ha fallito. Lo stesso vale per gli appalti pubblici: come la UGL ha già denunciato, la centralizzazione degli acquisti tramite AreaCom è giusta nel principio, ma sta producendo ritardi in sanità, dalle pulizie alla ristorazione, fino all’assistenza domiciliare integrata, dove si spenderebbe troppo per un servizio meno efficiente al pari del sistema dell’elisoccorso regionale. Chiediamo alla Regione di potenziare l’agenzia o restituire alle ASL la gestione diretta degli affidamenti.»
«Nel socio-sanitario la situazione non è diversa: gare in ritardo e continue proroghe, ritardi nei cambi di gestione e nei pagamenti, mentre le difficoltà delle ASP regionali mettono in crisi un sistema che regge solo grazie a operatori che continuano ad assistere anziani e fragili senza certezze su contratti, ore e retribuzioni. È un problema sociale che colpisce famiglie intere.»
«Chiediamo più controlli ispettivi sul campo, con maggiori uomini e donne dell’ Ispettorato del Lavoro, Carabinieri e servizi di prevenzione delle ASL e verifiche su regolarità contributiva e congruità della manodopera lungo tutta la filiera. Chi è in cima alla catena non può dirsi estraneo a ciò che accade in fondo. Porteremo questi temi all’Osservatorio, perché legalità, salario e sicurezza sono facce della stessa medaglia.»



