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Agricoltura, il grido di allarme della Cia: un anno 274 imprese in meno

Abruzzo. Il sostegno al gasolio è utile e va fatto arrivare rapidamente alle aziende.

Ma il dibattito degli ultimi giorni ha messo in ombra questioni decisive per l’agricoltura abruzzese: quanto viene pagato il prodotto, quanto resta a chi lo coltiva e quali prospettive hanno le imprese.
Il carburante è solo una voce del bilancio, la vera sfida è garantire alle aziende un reddito che permetta di andare avanti”. Lo afferma Domenico Bomba, presidente di CIA-Agricoltori Italiani Chieti-Pescara, richiamando la necessità di riportare al centro del confronto la redditività delle imprese, con attenzione alla filiera vitivinicola e alla Politica agricola comune.
Secondo dati della Camera di commercio sul secondo trimestre 2026, rispetto a giugno 2025 il comparto agricoltura, silvicoltura e pesca registra 199 imprese in meno nella provincia di Chieti (−1,8%) e 75 in meno in quella di Pescara (−2%). Nelle due province sono 14.582 le imprese registrate nel settore: il comparto rappresenta un’impresa su quattro nella provincia di Chieti.
Per CIA, nel territorio teatino e pescarese la discussione deve partire dal valore riconosciuto alle produzioni e dalla capacità della filiera vitivinicola di remunerare il lavoro di soci e conferitori. “Un viticoltore ha bisogno di sapere quanto vale la propria uva, quando verrà pagata e quanto resterà dopo le spese. Il contributo al carburante non risolve questi interrogativi. Chiediamo un confronto regionale sulla filiera: mercato, valorizzazione delle denominazioni, liquidità delle cantine, tempi dei pagamenti e sostenibilità economica dei conferimenti”.
Anche per l’olivicoltura i segnali richiedono attenzione.
“Alle spese produttive si aggiungono le esigenze di irrigazione, la gestione del rischio climatico e l’anticipo di liquidità necessario per lavorare – prosegue Bomba -. Sul territorio servono acqua disponibile, servizi efficienti e investimenti sostenibili”. Per la Cia, “anche sulla bonifica dobbiamo uscire dalla politica degli annunci. Accogliamo positivamente le nuove risorse, ma chiediamo chiarezza sui finanziamenti pregressi, annunciati e segnalati come non ancora erogati”. La stagione irrigua 2027, prosegue Bomba, va programmata adesso. La manovra regionale, ricorda la nota di Cia, prevede 4,15 milioni di euro per il caro gasolio e 1,8 milioni per i consorzi di bonifica.
“Riconosciamo lo sforzo della Regione e ogni risultato utile agli agricoltori. Alle altre organizzazioni proponiamo un confronto sui risultati verificabili: beneficiari, somme effettivamente erogate”.
CIA Chieti-Pescara chiede, infine, alla Regione un confronto con tutte le rappresentanze agricole su: redditività della filiera vitivinicola; accesso all’acqua e funzionamento della bonifica; liquidità e gestione del rischio; difesa delle risorse e dell’autonomia della PAC dopo il 2027.

 

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