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Teramo

TeAm-MoTe: Fano Adriano e Pietracamela scelgono la gara autonoma

Sindacati preoccupati per occupazione, servizi e possibili aumenti della TARI

Le Organizzazioni Sindacali FP CGIL, FIT CISL e UILTRASPORTI, a seguito della comunicazione di TE.AM. e MO.TE. relativa alla proroga dell’affitto d’azienda, autorizzata dal Tribunale fino a settembre 2027, esprimono forte preoccupazione per la pubblicazione del bando di gara per la gestione dei rifiuti nei Comuni di Fano Adriano e Pietracamela, entrambi aderenti al MO.TE.

“Pur rispettando le scelte delle amministrazioni comunali, riteniamo grave che due Comuni della nostra provincia si allontanino, di fatto, dal progetto di un gestore pubblico unico. Un percorso condiviso con le Organizzazioni Sindacali, finalizzato a tutelare l’occupazione, garantire la qualità del servizio ai cittadini, consolidare il sistema provinciale e accompagnare la futura riorganizzazione prevista dalle linee guida AGIR. L’eventuale uscita di altri Comuni potrebbe innescare un effetto a catena, compromettendo la sostenibilità dell’intervento di TE.AM. per il salvataggio del MO.TE. e aprendo la strada alla liquidazione giudiziale di quest’ultimo. Una prospettiva che mette a rischio non solo i posti di lavoro, ma anche la qualità del servizio e l’interesse pubblico.A destare ulteriore preoccupazione la lettura del progetto di igiene urbana dei due Comuni alla pagina relativa i costi, che risulterebbe superiore di circa 40.000 euro rispetto al servizio attuale”.

“Chi pagherà questo aumento? I cittadini attraverso le bollette tari? Ci auguriamo, inoltre, che non si verifichino interferenze o condizionamenti capaci di influenzare le scelte degli altri Comuni. Alle criticità della decisione si aggiungono le gravi incongruenze riscontrate nella documentazione di gara predisposta da AGIR, in particolare per quanto riguarda la clausola sociale e il piano del personale. È fondamentale ribadire che la tutela occupazionale deve riguardare tutti i lavoratori coinvolti, non soltanto il personale operativo ma anche quello amministrativo. Per queste ragioni, ribadiamo la necessità di un unico gestore pubblico, dotato della solidità
economica e organizzativa necessaria a sostenere i costi della struttura gestionale. Critichiamo fermamente la scelta dei due Comuni e ricordiamo che, dove la gestione dei rifiuti è affidata a soggetti privati, non sempre vengono garantite le stesse condizioni di lavoro. Sono ancora frequenti gli interventi sindacali per il rispetto dei contratti, delle norme sulla salute e sicurezza e dei tempi di pagamento delle retribuzioni”.

“Non meno importante è la procedura concordataria avviata dal MO.TE. Esprimiamo preoccupazione per i tempi del Tribunale di Teramo rispetto alla sua apertura: le esperienze negative del passato dimostrano quanto la tempestività sia determinante in situazioni di questo tipo. Nel pieno rispetto dell’autonomia del Tribunale, presidio di legalità della procedura, auspichiamo una decisione rapida. FP CGIL Teramo, FIT CISL Teramo e UILTRASPORTI sostengono con forza la posizione già portata avanti, anni fa, dalle Confederazioni CGIL, CISL e UIL di Teramo assieme alle sigle di categoria, che si impegnarono per consentire a TE.AM. di diventare interamente pubblica. Un’operazione che ha prodotto benefici concreti per la collettività e per le lavoratrici e i lavoratori”.

“La nostra posizione è chiara: un’unica società pubblica per la gestione del servizio. Chiediamo ai Comuni della provincia di Teramo di proseguire in questa direzione, nell’interesse dei cittadini, della qualità del servizio e della salvaguardia occupazionale”.

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