
Abruzzo. Una decina di trattori schierati a L’Aquila davanti all’Emiciclo, centinaia di agricoltori e un cartello appeso a uno dei mezzi: ‘Rimasto a secco’.
La protesta di Coldiretti Abruzzo contro il caro gasolio arriva davanti alla sede del consiglio regionale, all’Aquila.
Bandiere gialle e slogan, da ‘Costi alle stelle, redditi a terra’ a ‘Basta rincari!’, accompagnano la richiesta di un intervento economico per consentire alle aziende di continuare a lavorare. Nel mirino c’è il prezzo del carburante agricolo, con Coldiretti che chiede alla Regione uno sconto retroattivo sul gasolio utilizzato e da utilizzare tra giugno e dicembre 2026.
“Oggi siamo qui per richiedere un ristoro veloce agli agricoltori su questa problematica del gasolio, che diventa sempre più impellente nelle nostre campagne e impedisce le lavorazioni immediate dei terreni”, spiega Marino Pilati, direttore regionale di Coldiretti. L’organizzazione ha avviato un confronto con la Regione già nei primi giorni di ottobre, ma ora sollecita il passaggio dalle interlocuzioni ai provvedimenti.
“Non possiamo permettere che il caro gasolio comprometta il lavoro e il futuro delle aziende agricole – sottolinea il presidente regionale Pietropaolo Martinelli -. Chiediamo un sostegno concreto per continuare a produrre e difendere il reddito delle nostre imprese”.
La manifestazione si svolge nella giornata del consiglio regionale, convocato alle 15. Previsto anche un incontro con l’assessore regionale all’Agricoltura Emanuele Imprudente, dal quale i manifestanti attendono impegni precisi.
Piena solidarietà ai lavoratori scesi in piazza stamani all’Aquila davanti a palazzo dell’Emiciclo.
L’inerzia del presidente Marsilio e dell’assessore Imprudente non è una risposta: troppi impegni disattesi sul primo comparto della regione”.
Così il segretario regionale del Partito Democratico Abruzzo, Daniele Marinelli, e i consiglieri del gruppo Pd in consiglio regionale abruzzese a margine della protesta degli agricoltori riuniti all’Aquila per chiedere interventi urgenti contro il caro gasolio e l’impennata dei costi di produzione.
“La massiccia mobilitazione degli agricoltori abruzzesi promossa da Coldiretti è il sintomo chiaro ed evidente di una sofferenza esasperata e non più rinviabile. Dietro i cartelli, le bandiere e le parole d’ordine come ‘Costi alle stelle, redditi a terra’ c’è il grido d’allarme di centinaia di famiglie e imprese che vedono a rischio il proprio futuro e la sopravvivenza stessa di quello che rappresenta il primo comparto economico dell’Abruzzo. Di fronte a questo scenario, l’inerzia del Governo, insieme a quella della Giunta regionale non può più continuare. Accanto alla legittima e prioritaria richiesta della piazza di un contributo retroattivo sul gasolio agricolo per dare immediato ossigeno ai bilanci aziendali pari ad almeno 6,5 milioni – incalzano Marinelli e i consiglieri Silvio Paolucci, Antonio Blasioli, Antonio Di Marco, Dino Pepe, Sandro Mariani, Pierpaolo Pietrucci – pesa il bilancio fallimentare di una gestione regionale che in questi anni ha accumulato soltanto ritardi e promesse disattese. Ora le risorse che verranno destinate non copriranno queste necessità, per questo dovranno essere indirizzate su cose e azioni prioritarie. Ricordiamo i vergognosi ritardi nell’erogazione dei ristori per i danni causati dalle calamità naturali e atmosferiche che hanno devastato le produzioni e messo in ginocchio interi territori, dalla peronospora alle gelate, fino all’emergenza fauna selvatica. Risorse annunciate in pompa magna ma mai arrivate con la tempestività necessaria sulle tavole di chi lavora i campi.
Manca completamente una visione strategica e una concertazione seria con la filiera agricola”.



