Premio Nazionale “Andrea Matteo III Acquaviva d’Aragona”, ad Atri la Lectio magistralis di Maria Anna Noto
La professoressa Noto ha ricevuto la prestigiosa Medaglia

La storica Maria Anna Noto, professoressa ordinaria di Storia Moderna presso l’Università degli Studi di Salerno e Direttrice del DocStoLab (Laboratorio di Documentazione Storica e Patrimonio culturale digitale) è stata la protagonista del terzo incontro del Premio Nazionale in Scienze Umanistiche “Andrea Matteo III Acquaviva d’Aragona” che si è svolto il 16 ottobre 2026, ad Atri, nell’Auditorium Sant’Agostino.
Promosso dall’Archeoclub di Atri “Pino Zanni Ulisse” con il Comune di Atri, la Deputazione di Storia Patria negli Abruzzi e il contributo della Fondazione Tercas, il Premio intende valorizzare studi e ricerche dedicati alla storia e al patrimonio culturale.
La prof.ssa Noto, autorevole studiosa delle dinamiche politiche, sociali e culturali del Mezzogiorno e d’Europa tra XVI e XVIII secolo, ha ricevuto la prestigiosa Medaglia e ha incentrato la sua Lectio magistralis sulla leadership svolta dalle élites transnazionali nei processi decisionali globali e, al contempo, sul loro impegno nello sviluppo politico, sociale, urbanistico, culturale e artistico dei territori loro assegnati in feudo. Quali delegati del potere pubblico, attribuito dal sovrano, i feudatari governavano nelle province, ma esercitavano un ruolo attivo anche nella vita politica della capitale napoletana e nelle dinamiche di potere al di là dei confini nazionali, grazie all’appartenenza del Mezzogiorno d’Italia al complesso imperiale spagnolo che, tra XVI e XVII secolo, vede prima gli Aragonesi e poi gli Asburgo a capo di una monarchia multinazionale, formata da molteplici domini distribuiti in Europa e Oltreoceano. In particolare, la prof.ssa Noto si è soffermata sul protagonismo della famiglia Acquaviva nelle reti internazionali, grazie ai servigi, agli incarichi e agli onori conseguiti dai suoi membri, sulla base del favore regio e delle strategie di affermazione del lignaggio. L’intervento si è focalizzato sulla divisione della famiglia Acquaviva in rami, corrispondenti a differenti aree di giurisdizione feudale, localizzate in Abruzzo Ultra per la linea primogenita dei duchi d’Atri, in Puglia per il ramo dei conti di Conversano, tra Campania e Abruzzo per la stirpe dei conti (poi principi) di Caserta, titolari anche del marchesato di Bellante, che risultava un’enclave feudale incuneata nel cuore del ducato atriano.
Un’ulteriore diramazione del casato si crea durante le guerre per il predominio tra Francia e Spagna, che producono una spaccatura nell’aristocrazia, dando luogo al fenomeno degli esuli dopo la definitiva vittoria spagnola. Il ramo primogenito degli Acquaviva, rappresentato dagli eredi del duca Andrea Matteo III, viene colpito dalla condanna per tradimento e dalla confisca dei beni, riuscendo faticosamente a salvare patrimonio e prestigio grazie al ruolo dei cadetti e delle nobildonne del casato. Gli Acquaviva rifugiatisi in Francia cercheranno per decenni di rivendicare i titoli e i beni di famiglia nel Mezzogiorno d’Italia, attraverso lunghe e dispendiose vertenze giudiziarie. Grande rivalità si manifesta anche tra gli Acquaviva di Caserta e gli Acquaviva d’Atri, spesso in competizione per il primato sociale o contrapposti in battaglie legali per il riconoscimento di privilegi e precedenze. Tuttavia, la conflittualità intra-familiare non impedisce l’affermazione di un’identità unitaria del lignaggio nelle strategie di autorappresentazione. L’intento di celebrare e perpetuare il prestigio del casato prevale sulle discordie interne, lasciando emergere una fiera autocoscienza familiare restituita dalle opere genealogiche, di cui costituisce un modello esemplare l’Istoria della famiglia Acquaviva reale d’Aragona, commissionata a Baldassarre Storace dal cardinale Troiano Acquaviva.
Al termine dell’esposizione, il Vice Sindaco e Assessore alla Cultura, Domenico Felicione, ha consegnato alla relatrice la medaglia commemorativa di Andrea Matteo III.
“L’intervento della Professoressa Noto ha offerto un contributo storiografico di alto profilo – dichiara Alessandro Massacesi, Presidente dell’Archeoclub di Atri “Pino Zanni Ulisse” – permettendo di approfondire la complessità delle relazioni dinastiche degli Acquaviva in ambito europeo. Questo appuntamento conferma la validità del Premio come occasione di studio e di divulgazione scientifica rigorosa per la nostra comunità”.
“Riconoscere il valore della ricerca storica attraverso il ricordo di Andrea Matteo III riafferma il legame d’Atri con la propria tradizione culturale – dichiara Domenico Felicione – ringrazio la Professoressa Noto per il rigore della sua dissertazione e l’Archeoclub per l’impegno organizzativo profuso nel dare continuità a questa iniziativa”.
Il ciclo di incontri della II Edizione del Premio si concluderà venerdì 23 ottobre alle ore 18,30, nella Chiesa di San Giovanni Battista ad Atri. La cerimonia vedrà la consegna della medaglia al Prof. Marco Della Sciucca, musicologo e docente presso il Conservatorio “L. d’Annunzio” di Pescara. L’ingresso è libero.



