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Abruzzo

La politica deve ascoltare l’onda giovane e dare risposte su carovita, salari e clima

Abruzzo. “Oggi assistiamo a un segnale inequivocabile che arriva dalle piazze di tutto il Paese e del mondo, una protesta che unisce generazioni e territori. I prezzi sono alle stelle, con un’inflazione al 4,2% e i costi energetici aumentati del 22,6%, pesando maggiormente sulle famiglie con meno disponibilità economiche.

Le proteste nel Sud Italia, che coinvolgono camionisti, agricoltori e studenti, dimostrano che chi produce e chi rappresenta il futuro del Paese condividono le stesse urgenti richieste. Gli effetti di questo malessere si stanno facendo sentire concretamente anche qui da noi: il fermo dei camionisti e degli autotrasportatori mostra le sue conseguenze in Abruzzo, dove registriamo la presenza di negozi con gli scaffali vuoti per quanto riguarda i beni alimentari.” Lo dichiara Daniele Licheri, segretario regionale di Sinistra Italiana Abruzzo.

“Di fronte a tutto questo, l’inazione del governo è inaccettabile e la protesta del Sud viene sistematicamente oscurata. Si parla solamente dei disordini nelle piazze, senza dare voce a chi manifesta pacificamente contro il caro affitti, il caro vita e il caro carburante. La situazione in Abruzzo è allarmante: secondo Eurostat, il 24,7% delle persone è a rischio povertà o esclusione sociale, un dato superiore sia alla media italiana (22,6%) sia a quella europea (20,9%). Viviamo un paradosso crudele: abbiamo la generazione abruzzese più istruita di sempre, ma il nostro Pil pro capite resta inferiore di quasi 14 punti rispetto alla media nazionale. Per far restare i giovani nelle nostre aree interne, sono essenziali lavoro di qualità, casa e servizi.”
Alle sue parole fa eco Alex Giaccio, coordinatore regionale dell’Unione Giovani di Sinistra Abruzzo: “Come dimostra l’onda globale definita ‘Fattore G da Rampelli sul Corriere della sera’, la questione generazionale attraversa tutto il mondo. In Italia la povertà assoluta tra i giovani tra i 18 e i 34 anni ha raggiunto il 12,1%, e per chi paga l’affitto questa percentuale sale al 20,9%. I giovani non chiedono solo di protestare, chiedono di decidere, indicando come priorità la transizione ecologica, una bolletta sociale, la Restituzione Fiscale e una tassa patrimoniale sui grandi patrimoni superiori a 5,4 milioni di euro.”

Licheri e Giaccio intervengono poi duramente sui recenti fatti di cronaca: “Condanniamo fermamente le violenze e i saccheggi, ma respingiamo con forza la propaganda del Governo che tenta di strumentalizzare i giovani per delegittimare il diritto vitale di manifestare. Le violenze a cui assistiamo oggi, portate avanti da giovanissimi senza alcuna piattaforma politica, nascono dalla solitudine, dalla povertà e da una società che arricchisce i ricchi e trasforma le periferie in meri dormitori. Nonostante i numerosi decreti sicurezza, l’introduzione di nuovi reati e l’inasprimento delle misure disciplinari a scuola, le tensioni in piazza sono peggiorate. Questo dimostra il fallimento dell’approccio puramente repressivo: il carcere e l’ordine pubblico non curano la rabbia giovanile, ma rischiano solo di far esplodere una pentola che ribolle.”
“La vera sicurezza è partecipazione. La politica deve smettere di togliere la parola ai giovani e tornare a offrire risposte concrete alle disuguaglianze, restituendo spazi democratici nelle scuole e nei territori.” Concludono infine i due esponenti: “Per questo motivo mettiamo le proposte di questa ‘onda giovane’ a disposizione di tutto il centrosinistra, ribadendo la necessità di una grande manifestazione unitaria e pacifica per salari giusti, diritti e giustizia climatica.”

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